Videogames: Black Mirror

(Bologna)ore 15:13:00 del 03/12/2017 - Categoria: , Videogames

Videogames: Black Mirror
L'elemento di gameplay più significativo del nuovo Black Mirror è rappresentato dalla possibilità di  poter interagire con le apparizioni dei fantasmi, i quali, in determinati momenti di gioco, tendono a ripetere una serie di azioni in cui bisogna interve

Black Mirror ambienta le sue vicende nella Scozia del 1926, raccontando la storia maledetta della famiglia Gordon, da generazioni vittima di una sorta di anatema nato dal misticismo e da malefatte per lungo tempo sottaciute. David Gordon non sa quasi nulla della sua famiglia, e dopo il suicidio del padre decide di recarsi nell'antica tenuta proprietaria, che comprende un enorme castello e dei terreni sconfinati. Tormentato da incubi e visioni, David teme che il suo destino sia quello di perdere il senno come già accaduto a suo padre, sprofondato in una spirale di follia che sembra essere legata a doppio filo coi segreti terribili di quel luogo e dei suoi avi. 

A cavallo tra racconto sovrannaturale della letteratura gotica e thriller sullo stile di Conan Doyle, Black Mirror riesce a intrattenere dall'inizio alla fine delle circa dieci ore previste per completare l'avventura, dosando bene i ritmi e le diverse fasi del racconto. I personaggi, benché in parte stereotipati, risultano essere sempre credibili, perlomeno nella scrittura; cadono però vittima di un comparto tecnico che crea situazioni irrealistiche, di distacco con la realtà e di poca aderenza con reazioni che dovrebbero essere credibili ma che si rivelano in fin dei conti goffe e surreali.

Nel nuovo Black Mirror c'è sempre tanta autoreferenzialità e sono presenti situazioni di gioco che i fan della saga non potranno non accogliere con un sorriso tra le labbra, come i tòpos della saga e certi enigmi presi quasi di peso dai precedenti capitoli. Pur essendo un reboot, Black Mirror non vuole insomma tradire le origini della serie e anzi tenta il tutto per tutto per rilanciarla in grande stile, ma durante il processo di sviluppo non tutto è andato come previsto.

Nuovo e Classico

L'elemento di gameplay più significativo del nuovo Black Mirror è rappresentato dalla possibilità di  poter interagire con le apparizioni dei fantasmi, i quali, in determinati momenti di gioco, tendono a ripetere una serie di azioni in cui bisogna intervenire analizzando gli oggetti che brillano solo in certi frangenti. Avvicinarsi troppo alla scena e mancare l'appuntamento con l'interazione significa nella maggior parte dei casi arrivare al game over; al di là di questi momenti, non proprio ben gestiti, non c'è il rischio che dobbiate ricominciare dall'ultimo salvataggio. 

L'ambiente tridimensionale in cui muoversi liberamente potrebbe dare ai giocatori l'impressione che sia possibile avere la possibilità di gestire l'avanzamento di gioco senza limitazioni particolari, ma considerando che Black Mirror non vuole distanziarsi di un centimetro dalla conduzione di gioco classica delle avventure grafiche, ci saranno sempre le solite azioni contestuali a scandire il ritmo dell'avventura. 

Dovrete pertanto raccogliere i giusti oggetti sparsi lungo gli scenari, attendere che la storia avanzi affinché possiate visitare determinati luoghi, intraprendere dialoghi coi personaggi, avere un uso creativo dell'inventario e risolvere degli enigmi. A proposito di questi ultimi, più o meno tutti si sono rivelati abbastanza sfiziosi, e l'idea di potersi muovere a 360° lungo la schermata dei puzzle dà un nuovo significato al concetto di enigmi non statici, che obbligano il giocatore a trovare soluzioni non sempre così scontate.

Se per quanto riguarda la storia e alcune meccaniche di gioco KING Art Games è riuscita a trovare un buon equilibrio, unico vero motore trainante dell'esperienza, lo stesso non si può dire per il comparto tecnico, che a conti fatti si rivela un mezzo disastro.

Black Mirror, a livello ludico, non è un "punta & clicca" tradizionale, bensì un'avventura investigativa in tre dimensioni, in cui potremo vagare in (quasi) totale libertà all'interno delle mura domestiche, interagendo con gli oggetti dello scenario, leggendo note lasciate "casualmente" in bella vista, dialogando con gli inquilini e trovando le giuste combinazioni per aprire serrature prima bloccate.

Dagli adventure "vecchia scuola", però, il nuovo Black Mirror eredita la suddivisione in diversi "quadri", da scrutare con circospezione: questa struttura un po' all'antica è resa insopportabile da continui e lunghissimi caricamenti che inframezzano il passaggio da una stanza all'altra dell'abitazione. 
Provate soltanto ad immaginare di dover attendere circa 15 secondi per passare dal salotto alla cucina adiacente: in un genere che fa del backtracking uno dei suoi capisaldi, una simile problematica tecnica preclude gravemente il piacere dell'esplorazione. 
Meglio non soffermarsi troppo, inoltre, sulla pessima telecamera di gioco, che si prodiga in inquadrature capaci di modificare costantemente la prospettiva, mostrandoci spesso gli angoli più inutili e celandoci alla vista gli elementi interattivi. L'orientamento viene pertanto reso molto più complesso, al pari degli spostamenti dell'avatar: nei corridoi più angusti e stretti, dove basta una piccolissima sollecitazione della levetta analogica per entrare in una stanza invece di un'altra, l'errato posizionamento della telecamera, in combo con i secolari tempi di caricamento, causa un forte senso di fastidio e frustrazione. 
Disgraziatamente, è proprio la formula di gioco a suggerire un approccio "esplorativo" all'avventura. Buona parte del tempo sarà dedicata all'analisi di indizi, alla raccolta di oggetti e alle conversazioni con i personaggi, mentre pochissimo spazio verrà riservato alle fasi puramente "enigmistiche", con cui allenare il cervello e sfruttare un po' di pensiero laterale.

Scritto da Luca

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