Tennis World Tour, recensione

(Cagliari)ore 15:32:00 del 20/04/2018 - Categoria: , Videogames

Tennis World Tour, recensione
Quella principale è ovviamente la carriera, variante che ci permetterà di far nascere e crescere il nostro tennista personale e, attraverso tornei del circuito internazionale, portarlo sul tetto del ranking.

Che sia il semplice "Tennis" del 1984 o la più mainstream serie "Top Spin", prima o poi nella carriera di un videogiocatore è per forza di cose apparso un gioco dedicato al tennis.

Uno sport che di certo non può competere con il calcio in quanto a numero di titoli usciti, ma che per diversi anni ha accompagnato sistematicamente il settore videoludico con proposte comunque interessanti. Questo, però, almeno fino a qualche anno fa, quando con gli ultimi Virtua Tennis e Top Spin – al netto dei Mario Tennis – si è conclusa la presenza in forze di palline e racchette nei videogiochi. Basti pensare che su PlayStation 4 l'unico titolo dove è possibile giocare a tennis è GTA V. Ora, però, è tempo di tornare a calcare i campi da tennis grazie a Breakpoint e Bigben Interactive e al loro Tennis World Tour.

Non abbiamo citato a caso le due serie più apprezzate del passato: tra i responsabili del titolo che riporterà i riflettori sullo sport di Federer e Nadal c'è anche Pierrè Andre, in passato al lavoro proprio su Top Spin.

A lui e al suo team spetta un compito non da poco, cioè quello di ridare vigore videoludico ad uno sport che nei videogiochi ha perso mordente negli anni 2000, portando alla quasi totale scomparsa di titoli di questo tipo. La soluzione pensata dai ragazzi di Breakpoint è quella di avvicinarsi di più ad una simulazione che vada oltre il classico spostati/premi un pulsante/spostati di nuovo, offrendo anche una campagna per giocatore singolo e un interessante sistema di progressione e personalizzazione dei vari tennisti.

In primis abbiamo deciso di curiosare attraverso un menù che per estetica ha ricordato molto quello di Fifa; all’interno si diramano le varie modalità che il titolo offre ai novelli tennisti virtuali. Quella principale è ovviamente la carriera, variante che ci permetterà di far nascere e crescere il nostro tennista personale e, attraverso tornei del circuito internazionale, portarlo sul tetto del ranking. 

La prova effettua negli studi di Bigben non ci ha dato la possibilità di approfondire nel dettaglio questa modalità (ci torneremo in sede di recensione), ma abbiamo comunque saggiato un menù di creazione del personaggio che ci ha offerto un discreto numero di opzioni per rendere il nostro alter ego il più fedele possibile alla nostra controparte reale, stile di gioco compreso. 

Tra le opzioni disponibili in termini di varianti non manca il classico match di esibizione e l’accademia. La prima ci permetterà di affrontare partite mordi e fuggi utilizzando i nostri tennisti preferiti, la seconda, invece, ci aprirà le porte della competizione tout court, grazie alle potenzialità della rete. Net code e modalità non sono stati messi alla frusta, ma ci è stato assicurato che gli sviluppatori si sono impegnati per offrire un modello che strizzi l'occhio anche al mondo dell’esport, con tanto di classifiche mondiali. 

L’accademia invece è il tempio dell’apprendimento. Il luogo all'interno del quale siamo entrati in contatto con il gameplay di questo Tennis World Tour. Il gioco sviluppato da Breakpoint offre all'interno delle stesse meccaniche due approcci differenti; uno più “safe” che strizza l’occhio agli amanti dell'immediatezza e dell’arcade, ed un secondo che vuole offrire quel pizzico di strategia in più, che negli scambi di tennis spesso fa la differenza.

I colpi principali sono ovviamente tutti presenti: colpo pieno, backspin, topspin, lob, volée e l’immancabile e coreografico smash. Questi posso essere giocati attraverso la semplice pressione di un tasto e direzionati con lo stick di sinistra (così da non rendere troppo complicata la vita a chi cerca divertimento immediato), oppure, caricati e rilasciati al momento giusto per un impatto migliore e in grado di imprimere più forza o effetto. Una meccanica che, punto dopo punto, ci ha pian piano iniziato a convincere.

Alla dinamica dell’impatto si aggiungo inoltre svariati parametri che i giocatori dovranno gestire nel corso del match, tra questi c’è la classica stamina, lo scatto (attraverso la pressione di R1 su pad Sony) e ovviamente il servizio; anch'esso, esattamente come per gli altri colpi, potrà essere effettua in maniera sicura (semplice pressione) precisa ma lenta oppure ottimale. Imparare a gestire il proprio turno di battuta, esattamente come nella realtà, sarà estremamente importante per evitare break deleteri all’interno del set. Piacevoli e profonde anche le scelte più simulative fatte per questo gesto atletico con: servizi "ad uscire”, potenti e in top.

Restando sempre in ambito simulativo, abbiamo apprezzato il motion capture del gioco che rispecchia, in maniera piuttosto fedele, alcune delle movenze tipiche del tennista. Movenze che si trasformano in un gancio perfetto per parlarvi del roster che va a comporre questo titolo. Circa 30 atleti tra uomini e donne (in maggioranza uomini), tra cui ben 6 attualmente in top ten; a fargli compagnia ci pensa anche il nostro Fabio “fogna” Fognini, che riesce anche a guadagnarsi uno spazio in copertina. Una bellissima soddisfazione per il movimento italiano.

Ogni atleta ha delle particolari caratteristiche che richiamo quelle reali, così come gli outfit e gli sponsor. Qualche mancanza l’abbiamo notata - Nadal, su tutte - ma come ci è stato anche confermato da Big Ben, spazio per nuovi atleti ce n’è, quindi non è da escludere l’arrivo di nuove superstar che andranno ad arricchire le scelte degli appassionati.

La presenza di così tanti atleti completamente sotto licenza, ha decisamente influito sui campi da gioco. Sebbene siano presenti svariate superfici, i nomi dei principali tornei sono fittizi; scordatevi la licenza dei Roland Garros, Wimbledon e i vari open. Almeno per il momento nessuna arena o campo da gioco avrà le licenze ufficiali.

Non disperate però! I campi sono perfettamente riconoscibili e la sensazione che abbiamo avuto è che anche sotto questo aspetto il lavoro fatto sul rimbalzo della pallina a contatto con le varie superfici, sia più che appagante e pensato per offrire approccio differenti:velocità sul sintetico, casualità sull’erba, ecc.

Di contro, visti i diversi problemi emersi con la build a causa di un codice ancora piuttosto acerbo, sospendiamo il giudizio sulla componente audiovisiva, in attesa di avere tra le mani la versione definita del prodotto.

Scritto da Luca

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