Tannenberg: provato

(Firenze)ore 20:47:00 del 15/03/2019 - Categoria: , Videogames

Tannenberg: provato
Ciascuna fazione è stata studiata nel minimo dettaglio ed è impreziosita dai dettagli delle uniformi e dai gridi di battaglia nelle varie lingue originali che riecheggiano in mezzo alle pallottole

 

RECENSIONE TANNENBERG - Lontano dai clamori di Apex Legends, dai balletti di Fortnite e dalle tute luccicanti di Anthem, Tannenberg ricuce il filo nostalgico con gli FPS tattici di una volta riportando il giocatore, come suggerisce lo stesso nome, lungo il fronte orientale della prima guerra mondiale. Dopo la positiva esperienza di Verdun, M2H Game Studio e Blackmill Games mantengono intatta la natura esclusivamente multiplayer della loro creatura, ma spostano il focus dell’attenzione e passano dalle lunghe trincee che hanno solcato il confine franco-tedesco agli scontri che hanno coinvolto l’Asse e l’Intesa dalla Prussia Settentrionale fino ai campi della Galizia.

RECENSIONE TANNENBERG - Come il suo predecessore, anche Tannenberg si pone in completa antitesi rispetto ai frenetici shooter moderni, anche se paragonato con il “contemporaneo” Battlefield 1, e propone uno stile di gioco molto più lento e ragionato, che premia il gioco di squadra e punisce ogni tentativo di eroica gloria personale. Il team di sviluppo ha cercato di dare un’esperienza di gioco verosimile – ovviamente nei limiti dovuti – partendo da una ricostruzione storica fedele degli scenari di guerra, sia nella realizzazione delle mappe sia nelle uniformi e nelle dotazioni degli schieramenti.

RECENSIONE TANNENBERG - Scordatevi dunque mirini olografici, colpi a ripetizioni, armature e via dicendo, perché le circa cinquanta armi presenti nel titolo sono l’esatta riproposizione digitale di quelle viste nel ‘14-’18: si va dalle carabine ai Winchester M1915, passando per il Gewehr in dotazione all’esercito tedesco e il Mosin-Nagant russo. Anche le animazioni sono state studiate nel dettaglio e contribuiscono a generare un’atmosfera tanto affascinante quanto terribile, con i lunghi e articolati tempi di ricarica che spesso sono sinonimo di morte durante uno scontro a fuoco.

Divisi ai due lati opposti dello scontro si trovano i vari plotoni e le divisioni che hanno tristemente combattuto nelle battaglie del fronte orientale, come appunto a Tannenberg, ai laghi Masuri o, ancora, a Łódź: ci sono le truppe austro-ungariche, la fanteria tedesca, quella russa e anche unità meno celebri, come quelle romene o bulgare. Ciascuna fazione è stata studiata nel minimo dettaglio ed è impreziosita dai dettagli delle uniformi e dai gridi di battaglia nelle varie lingue originali che riecheggiano in mezzo alle pallottole

Per i ragazzi di Black Mill e MH2 il realismo e l’accuratezza storica rimangono comunque gli aspetti più importanti. Per Tannenberg la situazione non cambia, ma ci sono stati degli accorgimenti nel gameplay per render ancor più differente l’offensiva sul Fronte Orientale rispetto a Verdun.

In primis abbiamo l’introduzione dei Plotoni, la classica meccanica della squad ripresa da Battlefieldma che qui in Tannenberg sarà unica e differenziata a seconda della fazione scelta. Ogni fazione ha tre Plotoni tra cui scegliere, e non solo ciascun Plotone ha uniformi o provenienza geografica diversa, ma anche armi ed abilità differenziate.

Ogni Classe di ogni Plotone avrà vari loadout di equipaggiamenti da poter sbloccare, ma le armiquesta volta, sembrano un pelo meno varie rispetto a Verdun, con l’assenza di mitragliatrici leggere, fucili a pompa ed altre tipologie di bocche da fuoco.

È stata introdotta anche la meccanica delle armi otturate, che s’incepperanno casualmente quando andremo a premere il grilletto. Sarà spesso una fonte di gioia infinita quando capiterà al nemico che ci tiene sotto tiro, ed una frustrazione immensa quando invece sentiremo il nostro otturatore bloccarsi durante uno scontro a fuoco.

Nonostante la scarsa varietà di armi, il gun-play del titolo resta solido ed ancorato alle sue radici di realismo: la gravità influenzerà pesantemente il proiettile, e senza fucili di precisione adeguati dovremo stare molto attenti a calcolare la balistica del proiettile per colpire i nemici più distanti.

Un proiettile, però, basterà a risolvere i nostri problemi. In Tannenberg infatti si muore spesso e quasi subito, e gli scontri a fuoco 1v1 diventano una battaglia di riflessi e fortuna, mentre attraversare il campo di battaglia scattando come gazzelle ci condurrà ad una morte molto rapida e prevedibile.

Nonostante ciò, la difficoltà e l’impatto del realismo sono mitigati da un tempo di respawn decisamente minore rispetto a Verdun, che ci permette di tornare subito in battaglia.

Ammirate il campo di battaglia, ma occhio alla testa

Visivamente parlando e considerando le origini indie del titolo, Tannenberg rimane un gioco basato sul motore Unity particolarmente impressionante: come già detto in precedenza, il dettaglio dei modelli poligonali di armi e uniformi è magistrale.

Perfino le texture dei terreni e delle mappe riescono a non stonare troppo col resto del gioco. Degni di nota sono gli effetti particellari e i lens flare.

Altra nota di merito è sicuramente il sistema di ragdoll che simula parecchio bene la caduta dei corpi colpiti da un proiettile mortale, o meglio ancora gli smembramenti dovuti all’esplosione di un mortaio o di una granata.

Infine c’è l’incredibile comparto audio, con una campionatura incredibilmente realistica di armi ed effetti sonori, accompagnata da un doppiaggio variegato e nella lingua originale di ogni schieramento.

 

Scritto da Gerardo

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