SoulCalibur 6, guida

(Cagliari)ore 16:16:00 del 25/09/2018 - Categoria: , Videogames

SoulCalibur 6, guida
Soul Calibur VI è un picchiaduro fedele alle sue radici, ma sicuramente più moderno e dinamico in quanto a ritmo, immediatezza e profondità del combat system.

 

Basta passare qualche ora in compagnia di Soul Calibur VI per capire che l'ambizione di Bandai-Namco è quella di replicare anche con il suo picchiaduro "di cappa e spada" la riuscita operazione di rilancio effettuata con Tekken 7. Le strategie e gli obiettivi sono sostanzialmente identici: da una parte c'è il passaggio all'Unreal Engine 4, un motore solido e malleabile che permette di coniugare un buon impatto visivo ad una discreta semplicità di utilizzo.
Dall'altra c'è un gameplay che conserva i tratti distintivi delle origini, ma rende gli scontri molto più spettacolari, tesi e dinamici. In questo caso, tuttavia, la "ripartenza" è ancora più netta, e il taglio con il passato davvero integrale: mentre Tekken 7 portava avanti la storia della famiglia Mishima e raccontava l'evoluzione di vecchi e nuovi personaggi, Soul Calibur 6 è una sorta di reboot, che reimmagina le vicende del primo episodio, arricchendo la storia originale con nuove linee narrative, retroscena inediti e comparse inattese.
Nel corso di un evento stampa organizzato da publisher abbiamo potuto approfondire proprio le questioni inerenti al racconto, giocando alcune missioni della storyline principale, che seguirà le gesta dei vari combattenti (Chronicles of Souls), e di quella lasciata completamente in balia della fantasia del giocatore (Libra of Soul), che invece includerà alcuni elementi di stampo ruolistico e permetterà all'utente di creare il proprio personaggio.

La demo approntata da Bandai-Namco era incentrata sulle due modalità che vi abbiamo appena descritto, ma questo non ci ha impedito di dare un'altra volta un'occhiata al gameplay.

Testanto, per altro alcuni stili di combattimento tipici di personaggi rientrati nei radar da poco tempo (ci riferiamo a Cervantes e Raphael). Senza entrare troppo nel dettaglio, in attesa di un playtest più esteso che ci permetta di valutare il bilanciamento complessivo del gioco e i moveset dei vari combattenti), ci limitiamo a riconfermare le impressioni positive avute durante i precedenti incontri con la produzione. Soul Calibur VI è un picchiaduro fedele alle sue radici, ma sicuramente più moderno e dinamico in quanto a ritmo, immediatezza e profondità del combat system.

Nelle sue fondamenta il gioco è quello di sempre: un tasto per la parata, due per gli attacchi verticali e orizzontali, un altro pulsante che regola l'uso dei calci. Sebbene si registri una lieve riduzione della complessità, legata alla semplificazione di certe combinazioni e del sistema di spostamenti laterali, gli scontri sono sufficientemente tecnici e serrati, e una buona strategia si basa sempre e comunque sulla prontezza, sull'imprevedibilità, sulla gestione del posizionamento (non vorrete mica perdere con un Ring Out?).
L'aggiunta di tecniche molto coreografiche come la Reversal Edge (uno scontro al ralenty che funziona come la morra cinese) viene bilanciato dalla presenza del Guard Break e dell'importantissima "Soul Charge", una modalità potenziata con cui si può intensificare il pressing nei confronti dell'avversario: in questa stance gli attacchi producono chip damage e infliggono danni maggiorati. È inoltre possibile inanellare particolari combo che richiederanno una certa familiarità con il moveset del personaggio.
L'insieme complessivo di tutte queste tecniche, unito ovviamente alle caratteristiche tipiche della saga crea un impasto ludico diretto ed efficace. Il ritmo delle battaglie è martellante ed intenso, i vari personaggi hanno uno stile di lotta molto distintivo, e Soul Calibur sembra aver ritrovato, con questo sesto capitolo, la verve che un tempo lo ha reso un mostro sacro del genere di appartenenza.

Torna la rottura delle armature, che come suggerisce il nome ci permette di distruggere diverse parti dell'outfit avversario e questa volta sembra avere un effetto anche sulla pettinatura; presente anche la parata a impatto, che si potrà utilizzare senza alcun costo, il Critical Edge che si basa sul modello di Soulcalibur V. Il vero grande ritorno arriva tuttavia da SoulCalibur III con la Soul Charge, una mossa utilizzata per aumentare momentaneamente la forza e del tutto rivista per questo sesto capitolo. Può infatti far sì che alcuni personaggi si trasformino in differenti versioni di loro stessi, garantendo in questo modo abilità speciali. Non tutto però viene concesso senza un prezzo.

Si può annullare Soul Charge quando si vuole premendo gli stessi tasti, quindi se sfruttata con parsimonia a seconda del personaggio può anche rappresentare la carta vincente. A queste meccaniche, infine, se ne aggiungono un paio inedite: il Lethal Hit, sistema avanzato per cui effettuando una specifica mossa nelle giuste condizioni si stordirà l'avversario più a lungo rispetto a un attacco normale e si romperà parte della sua armatura. La funzionalità più interessante è comunque la Reversal Edge, eseguibile con un solo pulsante, che innesca una sfida al rallentatore fra i due giocatori nei quali - in breve - si propone una versione più complessa di sasso, carte e forbice; un'azione cinematica estremamente coinvolgente che solo in parte si basa sulla fortuna e sembra più indicata per i principianti, perché un giocatore piuttosto esperto può leggerne l'andamento e vanificare il vostro tentativo. È ancora presto tuttavia per esprimere un giudizio decisivo sul peso che questa avrà nell'economia del gioco.

Passiamo al piatto forte dell'anteprima. Se avete giocato a SoulCalibur III ricorderete le insuperabili Cronistorie della Spada, quella modalità a metà fra il gioco di ruolo e lo strategico che ci metteva in controllo di un personaggio originale attraverso il suo viaggio alla ricerca della verità. Dopo anni a chiederne la riproposizione, Libra of Souls si pone come una versione rifinita delle Cronistorie: l'uso di un personaggio originale è mantenuto ma questa volta ci limiteremo a muovere lui soltanto, senza l'ausilio di alcun piccolo esercito, in un'avventura che determinerà il suo destino e quello del mondo. L'aspetto RPG è ancora una volta preponderante in questa modalità, alla quale si vanno a sommare le risposte multiple fra cui occasionalmente potremo scegliere nel corso della storia per definire la direzione che intraprenderà; l'obiettivo del nostro eroe personalizzato è liberarsi del male che lo ha contagiato e riuscirci significa viaggiare in lungo e in largo nel mondo forgiando alleanze occasionali, affrontando continui combattimenti le cui condizioni variano di volta in volta, migliorando il nostro equipaggiamento per tenere testa agli avversari sempre più impegnativi che ci sbarreranno il passo ma soprattutto, come in ogni gioco di ruolo che si rispetti, aumentare il nostro livello affrontando le missioni secondarie che ci verranno proposte anche in base alle nostre scelte.

Libra of Souls infatti non è solo il nome della modalità ma un vero e proprio oggetto fisico che ci verrà consegnato nel corso del prologo, fulcro di quella che potremmo definire la nostra personale psicostasia (pesatura del cuore, dalla religione egizia): alcune decisioni avranno infatti un peso sulla nostra natura e i piatti della bilancia potrebbero pendere da una parte o dall'altra, da quella del bene o viceversa del male. Dipenderà tutto da noi ma siamo ragionevolmente sicuri che non ci sia alcun tipo di punizione nello scegliere la strada sbagliata, se non nel fatto che alcune missioni secondarie vi saranno precluse - e lo stesso varrà a parti invertite. Insomma sembra che gli sviluppatori abbiano sviluppato la modalità ponendosi fra gli obiettivi anche la rigiocabilità, piuttosto alto se queste si dimostrano le premesse.

Libra of Souls non ci permette di importare personaggi creati attraverso l'editor, dunque tenete a mente che se volete sfruttare un modello di cui andate particolarmente fieri dovrete crearlo da zero. In compenso ci permette di modificarne i tratti in qualsiasi momento nel corso dell'avventura: quindi se inizierete con un esile donzella in pericolo ma vorrete poi proseguire con una montagna d'uomo, siete liberissimi di cambiare i connotati del vostro eroe. Dal punto di vista dell'equipaggiamento, vi sarà possibile modificare soltanto le armi perché tutti i protagonisti vestiranno la stessa armatura - questo spiega perché non sia possibile importare un modello preesistente, l'editor generale offre molte più opportunità di personalizzazione che nella Libra of Souls non trovano posto.

All'inizio del vostro viaggio sarete obbligati a seguire un percorso ma in breve sbloccherete lo spostamento libero grazie al quale raggiungere qualunque punto vogliate sulla mappa, ma a diverse condizioni: primo, non si viaggia gratis, qualunque distanza vogliate percorrere serve versare un corrispettivo in oro; secondo, nessun itinerario è privo di pericoli e vi capiterà sicuramente di essere attaccati lungo la strada ma potete sempre scegliere di fuggire dallo scontro e tornare indietro. Nel caso accettiate la sfida arriviamo alla terza condizione, ovvero non si recupera vita fra una battaglia e l'altra: la nostra salute dipende da un'accurata gestione delle risorse (sotto forma di cibo) che possiamo acquistare in negozio od ottenere come premio vincendo le battaglie. Questo ci porta alla quarta condizione, cioè che se morirete perderete tutto quanto ottenuto fino a quel momento e ripartirete dall'inizio. Insomma, il tragitto verso la salvezza è lungo e periglioso, destinato a impegnarvi ore e ore di gioco.

Un'ultima osservazione riguarda l'editor dei personaggi. Ci sono migliorie sotto diversi aspetti ma la quantità di equipaggiamenti a disposizione ci ha lasciato un po' a bocca asciutta: ricordiamo ancora molto bene l'abbondanza di materiale in SoulCalibur IV, molto del quale si otteneva scalando la Torre delle Anime soddisfacendone le condizioni di vittoria per ottenere il massimo dei tesori, mentre in questo caso ci è sembrato un po' limitato. Posti eventuali pacchetti DLC che trovano sempre spazio nell'offerta di SoulCalibur, rimaniamo in attesa di scoprire se entro il lancio del 19 ottobre saranno aumentata la scelta soprattutto per quanto riguarda le acconciature (che non riportano tagli diversi dal solito se non quelli legati ai nuovi eroi). Un evidente passo in avanti si è però fatto a livello di presentazione del personaggio stesso: da adesso possiamo infatti impostare determinate frasi da fargli/le dire così da avere un guerriero unico nel suo genere ma anche maggiore interattività degli scontri, che saranno frammezzati dai commenti dei due avversari a seconda dell'azione compiuta.

 

Scritto da Gerardo

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