Recensione ufficiale Battlefleet Gothic Armada 2

(Firenze)ore 20:09:00 del 31/01/2019 - Categoria: , Videogames

Recensione ufficiale Battlefleet Gothic Armada 2
Al di là di questi interrogativi, la struttura delle missioni ricorda da vicino quella già vista nel primo episodio, con schermaglie secondarie inframezzate da obiettivi chiave per lo svolgimento della narrazione, ma vengono esplorate nuove situazioni e s

 

Ci sono vari modi per trattare un sequel e con Battlefleet Gothic: Armada 2 il team di Tindalos Interactive ha scelto la strada più semplice: prendere quanto di buono fatto con il primo capitolo ispirato al quasi omonimo board game ed aumentare a dismisura i contenuti. Il precedente episodio aveva solo quattro fazioni giocabili? Bene, ora sono diventate dodici. C’era una sola campagna in singleplayer? Ora la software house francese ne ha ideate tre. Il discorso potrebbe andare avanti all’infinito, il numero delle mappe in cui si svolgono gli scontri è cresciuto esponenzialmente, le navi coinvolte nei duelli sono ora di più e via via così discorrendo per tutti gli elementi di gioco. C’è però un grosso rischio intrinseco a questa scelta: Battlefleet Gothic: Armada 2 solo una versione pompata e sotto steroidi dello strategico ambientato nel cupo universo di Warhammer 40k arrivato circa tre anni fa, o va a correggere tutti quei piccoli nei e problematiche che hanno trascinato il primo episodio nel dimenticatoio?

Un saluto dalla fine del mondo

La Tredicesima Crociata Nera di Abaddon, signore del Chaos, è iniziata, le oscure forze stanno prendendo il sopravvento e Cadia, ultimo pilastro che si erge davanti alla marea che segna la fine dei tempi, è in procinto di cadere. Gli eventi della Gathering Storm hanno squarciato lo spazio, dilaniato da tempeste Warp sempre devastanti. Un flebile barlume di speranza è riposto nei pochi eroi superstiti, come l’Ammiraglio Spire già conosciuto nel primo capitolo, Yvraine e altre figure leggendarie che rispondono al nome di Belisarius Cawl o Roboute Guilliman, Primarch degli Ultramarines.

Tutto molto bello ed evocativo, ma forse questi nomi non vi dicono nulla. Tranquilli, è normale. L’universo sci-fi creato da Games Workshop è sicuramente affascinante, ma c’è sempre un rovescio della medaglia fatto da enigmatiche figure non spiegate, echi del passato senza alcuna introduzione e tanti rimandi che sfuggono a chi non ha mai approfondito l’argomento. Gli eventi narrati nelle tre campagne di Battlefleet Gothic: Armada 2 – rispettivamente dedicate all’Impero, Tyranids e Necrons – rispecchiano alla perfezione quanto appena detto e le tante cutscene danno un tocco artistico e valorizzano il racconto dell’epica lotta del bene contro il male, ma già dopo poche missioni ci si trova sommersi di personaggi dai nomi altisonanti e da quell’oscuro misticismo tipico di Warhammer 40k.

Al di là di questi interrogativi, la struttura delle missioni ricorda da vicino quella già vista nel primo episodio, con schermaglie secondarie inframezzate da obiettivi chiave per lo svolgimento della narrazione, ma vengono esplorate nuove situazioni e schemi, anche grazie alle tre differenti razze coinvolte. Le storie raccontate non procedono in modo lineare, ma seguono percorsi decisi dal giocatore, messo davanti ad una mappa spaziale costellata di pianeti e corpi celesti. Ci sono risorse da accumulare, sistemi da gestire, flotte da potenziare e piani da stabilire, ma non aspettatevi quell’ampio respiro tipico di un 4X. La parte strategica delle campagne è infatti piuttosto ridotta, non tutto è ben spiegato e con il passare dei turni diventa quasi un accessorio superfluo rispetto alla componente tattica.

Plancia di comando

L’apertura di Battlefleet Gothic: Armada 2 è dedicata ad un esteso prologo – va giocato per forza e dà accesso alle altre campagne – che serve ad introdurre le decadenti atmosfere della Tredicesima Crociata Nera, ma soprattutto funziona come lungo ed esteso tutorial. In queste prime fasi vengono infatti approfondite le numerose meccaniche di gioco, il sistema di comandi, come ingaggiare i vascelli nemici e, nei casi estremi, come sfruttare i tunnel Warp per abbandonare la battaglia.

Qualche dettaglio in più non avrebbe guastato, ma il vero pregio di questo incipit è un altro: fa immediatamente capire le due nature di Battlefleet Gothic: Armada 2. Se avete avuto esperienze con il precedente capitolo, ricorderete tutta quella fastidiosa micro-gestione di ogni singola nave e un’UI fitta di tasti e informazioni in cui era difficile ritrovarsi proprio mentre una nave Eldar faceva fuoco sul vostro hulk. Ecco, questa via non è stata abbandonata dai dev e anche questa nuova iterazione lascia decidere al giocatore ogni minimo dettaglio dell’ingaggio, una libertà d’azione necessaria soprattutto negli intensi duelli multiplayer, dove anche una singola mossa errata può vuol dire game over.

Ogni singola nave è una preziosa risorsa ed è un vero tripudio di varianti strategiche, fra morale dell’equipaggio, salute, stato degli scudi, cannoni laterali e frontali. Fidatevi, potrei andare avanti a descrivere le caratteristiche dei vascelli spaziali ancora a lungo. Tutta questa ricchezza potrebbe spaventare i giocatori alle prime armi, ma con qualche click Battlefleet Gothic: Armada 2 diventa un RTS decisamente più accessibile e molte delle mosse possono essere delegate alla AI, magari impostando solo la priorità di ingaggio e su quale parte della nave nemica far fuoco, decidendo di mettere KO i potenti cannoni di un Deadnot pelleverde e renderlo così innocuo.

C’è un’estrema sensazione di scalabilità, ma scordatevi di ammirare come spettatori passivi delle immense astronavi volteggiare e duellare mentre la mappa di gioco si riempie di laser ed esplosioni. L’interfaccia di gioco è infatti arricchita da molti comandi dedicati ad alcune abilità speciali, come i missili torpedo o la celebre Waaagh degli Orks e tanti altri ordini da impartire al proprio esercito. Nonostante le battaglie difficilmente finiscano con il coinvolgere più di sei o sette navi, gestire tutte le abilità di ogni singolo vascello può essere complicato, ma Tindalos Interactive ha trovato un modo per ovviare a questo problema e se si seleziona tutta la propria flotta – o una porzione di essa – nella parte dedicata ai comandi appariranno tutte assieme le varie abilità di cui sono dotate le navi evitando, così quei fastidiosi click alla ricerca disperata di quel Defiant imperiale da cui far partire uno squadrone di Starhawk.

Anche la mappa è stata sfruttata in chiave tattica, con gli asteroidi e le nebulose che funzionano come preziosi alleati per nascondere le proprie pedine, ma complessivamente peccano di varietà e l’unico elemento differenziante è lo spettrale panorama che fa da sfondo alla battaglia. L’unico vero difetto durante gli scontri è però rappresentato da una telecamera troppo ristretta sull’azione e che non permette degli zoom in grado di coprire tutto il terreno di gioco, con delle conseguenti rotazioni e spostamenti ben poco pratici.

Fino a questo punto Battlefleet Gothic: Armada 2 non si discosta molto dalla sua prima versione, qualche cosa è stata rivista nell’UI e qualche cosa è stata tolta nella personalizzazione delle singole navi, ma nulla di realmente dirompente. Dove il nuovo lavoro di Tindalos Interactive brilla e si distacca dal suo passato è nella scelta e nella ricostruzione delle dodici fazioni – e delle susseguenti sotto-fazioni – messe a disposizione del giocatore. La lore di Warhammer 40k non è solo affascinante, ma ha creato un intero universo popolato da razze completamente differenti, con un proprio stile di gioco nelle varie incarnazioni del board game e che si riflettono alla perfezione in questa trasposizione videoludica.

Battlefleet Gothic: Armada 2 è uno strategico estremamente asimmetrico e ogni fazione ha i suoi punti di debolezza e di forza, un po’ come accade nel “cugino” Total War: Warhammer. Alcune potenze si adattano meglio a certe tipologie di avversari, ma c’è sempre un modo per eseguire il proprio piano d’azione al meglio e servono ore di allenamento per capire come sfruttare tutta la potenzialità delle proprie truppe.

Le tre fazioni umane – Imperium, Adeptus Astartes e Adeptus Mechanicus- sono le uniche realmente all around – si adattano bene un po’ a tutto e sono le ideali per iniziare a giocare – mentre tutte le altre hanno delle unicità che ne segnano profondamente lo stile di gioco, con gli Asuryani dotati di navi veloci e silenziose, mentre le flotte dei Tyranids preferiscono attacchi dalla breve distanza e assalti diretti.

Purtroppo le schermaglie contro l’AI e il multiplayer vengono limitati da una sola modalità di gioco a disposizione al momento del lancio. Le partite possono esser vinte eliminando una ad una tutte la unità avversaria, oppure conquistando alcuni punti di interesse sparsi sulla mappa. La speranza è ovviamente di vedere in futuro qualche nuova tipologia di scontri.

Oscure visioni dal futuro

Le truppe coinvolte in battaglia sono sempre enormi cattedrali fluttuanti, delle vere città nello spazio e quindi non aspettatevi repentini cambi di direzione o battaglie che si risolvono in paio di colpi: Battlefleet Gothic: Armada 2 è un titolo lento e ragionato e serve non poca pratica prima di disegnare traiettorie senza speronare qualche nave nemica.

Che poi non è detto che sia un danno, perché nulla vieta di vincere uno scontro usando le proprie navi come arieti, il che garantisce anche uno spettacolo distruttivo di tutto rispetto. L’opera di Tindalos Interactive è infatti una gioia per gli occhi, qualcosa di decisamente inconsueto nel mondo degli RTS, ad esclusione di alcuni volti noti. Durante gli scontri lo schermo si riempie di luci, raggi laser ed esplosioni devastanti, un tripudio di effetti da ammirare e di cui gioire. A meno che la nave cruiser finita in mille pezzi non sia proprio la vostra.

Quello che lascia a bocca aperta è però il dettaglio delle unità, delle ricostruzioni maniacali delle loro controparti fisiche che sembrano dipinte a mano da un esperto collezionista di miniature. A questo si aggiungono le cutscene che si intervallano durante le campagne e un comparto audio impreziosito da sinistri rumori provenienti dallo spazio siderale e un doppiaggio che ricrea alla perfezione il clima dark sci-fi di Warhammer 40,000: il risultato è uno dei titoli più belli da vedere per quel che riguarda la licenza Games Workshop.

Da: QUI

 

Scritto da Gerardo

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