Recensione anteprima Civilization 6

(Bologna)ore 14:50:00 del 01/12/2018 - Categoria: , Videogames

Recensione anteprima Civilization 6
Tutto è infatti mutevole, ma con i nostri cento anni, nemmeno assicurati in tasca, non possiamo rendercene mai davvero conto.

 

Il mondo, eh. La storia, il tempo che passa, il destino che solo in parte è in mano nostra. Siamo pulviscolo in confronto all'universo: solo la luna, benevola e così lontana, può sollevare di dieci metri e in pochi secondi i nostri oceani. La trasformiamo così in divinità, lei e tutti gli astri che abbiamo tra la testa, per poi rinnegarli quando tutto finalmente ha una spiegazione scientifica.

Di fiaccole in scienza, di mostri in rifrazioni; dalla caverna al condominio, dalla città stato alla Stazione Spaziale Internazionale. Nel frattempo, la storia ricopre il passato con strati sempre più spessi di polvere, terra ed eoni, mentre sistemi autocratici si alternano a vampe democratiche e cupi miasmi dittatoriali. Ogni epoca con i suoi eroi e i suoi demoni, ogni epoca con le sue battaglie, le sue vittorie e le sue sconfitte, per arrivare fino ad oggi, per guardare sempre oltre, fino a quel domani di cui nessun calendario potrà mai tenere conto. Tutto è infatti mutevole, ma con i nostri cento anni, nemmeno assicurati in tasca, non possiamo rendercene mai davvero conto. E tutto infatti muta, e con una velocità che farebbe ridere una stella, ridurre in cenere qualsiasi filosofo. L'Impero Romano crolla, Mitra scompare e i primi frati iniziano a camminare per la città; la pace a Sarajevo che s'interrompe con quella prima salva a tagliare il cielo, piombo che trafigge nuvole e stormi d'uccelli spaventati che s'alzano in volo. La guerra, dicono, è insita nella natura umana, e un proiettile è il miglior antidoto a un'insormontabile barriera linguistica, perché prima o poi il nemico sarà alle porte e tu, pacifico leader, dovrai difendere il tuo popolo con la spada tra le dita e l'esercito sul palmo della mano. Farsi trovare pronti è chiave di tutto, ma non è mai semplice.

La storia in una tasca

Civilization, per chi non lo conoscesse, prova a trasformare in uno strategico quella che è la storia umana. Rigorosamente a turni, il gioco Firaxis permette di fondare una civiltà con la quale provare a raggiungere uno dei possibili traguardi che ne decreteranno la vittoria. Potrete trasformare il vostro popolo in una micidiale macchina bellica, provare ad abbracciare il prima possibile un illuminismo che vi porterà a sfornare dalle università influenti studiosi, o anche tentare di costituire una nuova religione che sia in grado non solo di tenere a bada gli scontenti ma anche di essere esportata al di fuori della propria influenza iniziale. Ci sono risorse da gestire, stati indipendenti da ammansire e concupire, e naturalmente eserciti con i quali mantenere il controllo delle terre, difendersi da barbari invasori o con i quali marciare nei confini altrui. In Civilization VI bisogna anche curare i propri insediamenti costruendo edifici chiave, pianificando distretti specializzati ed espandendone il potere. È un gioco impegnativo, estremamente lento, e non certo di facile assimilazione, ma è in circolazione fin dalla notte dei tempi e la sua formula in tutti questi anni si è raffinata e snellita continuamente. Il risultato è Civilization VI che, con il suo stile grafico amichevole e un'interfaccia più intuitiva che mai, ha da subito fatto capire le sue intenzione: fare del classico per pochi un mito per tutti. Dovete sapere che ogni nuovo Civilization è una delusione per il suo pubblico riferimento, ma lo stesso gioco viene sempre rivalutato come il migliore della serie quando esce il successivo.

Per il resto, l'esperienza di Civilization 6, a mio avviso il miglior episodio dai tempi di Civ 2 e 3, è perfettamente intatta. Ci sono tutti i sistemi, tantissimi contenuti, con l'unica mancanza dell'espansione Rise and Fall. Non so se il piano sia quello di pubblicarla come DLC in futuro, o se l'esclusione sia dovuta al desiderio di avere una versione più semplice del gioco, ma anche da grande fan della serie la trovo una mancanza sostenibile, soprattutto a fronte della qualità della conversione. Se avete contratto il morbo dei 4X e della strategia a turni, dunque, state attenti: Civilization 6 è su Switch è lo stesso gioco che vi ha fatto finire nel tombino quelle due o trecento ore... ma questa volta è portatile! DUN DUN DUN! Si salvi chi può. E nel dubbio, sempre sparare su Gandhi.

MODUS OPERANDI

Ho recensito Civilization 6 con un codice per Switch fornito dal distributore. Ho affrontato due campagne complete, una a livello Prince, con velocità di gioco "Quick" e mappa "Tiny", una a livello King, con velocità predefinita e mappa media. Ho giocato abbondantemente sia in modalità docked, sia portatile. Non ho notato grandi differenze di prestazioni, ma come ho scritto nella recensione Civilization 6 tende a prosciugare la batteria in poco più di due ore.

VERDETTO

Il miglior Civilization dai tempi di Civ 2 e 3 diventa portatile, con una conversione eccellente, sia per la resa tecnica, sia per l'interfaccia. Se siete dei fan della serie, ora avete un modo eccellente (e più pratico di un PC portatile) per perdervi nell'anomalia spaziotemporale che vi succhia la vita anche quando siete in movimento. Peccato per l'assenza dell'espansione Rise and Fall, ma considerando la qualità della conversione è una mancanza più che accettabile.

 

Scritto da Gerardo

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