Recensione anteprima Bravo Team

(Milano)ore 21:25:00 del 09/03/2018 - Categoria: , Videogames

Recensione anteprima Bravo Team
Di contro, assieme ad un amico possiamo imbastire una tattica più raffinata: avanzare all'unisono, posizionarsi simmetricamente per avere una visuale libera su tutta l'area di gioco, coprire le spalle del compagno mentre quest'ultimo avanza per stanare un

La storia di Bravo Team non ha grandi pretese di originalità: vestiamo i panni di un membro della scorta di un importante capo politico, che viene assassinato nei primi minuti di gioco.

Il nostro personaggio può essere personalizzato scegliendone sesso e colore della pelle, ma rimarrà comunque un protagonista senza nome. Sopravvissuti all’esplosione del mezzo di trasporto su cui si trovavano, i membri del Bravo Team devono sopravvivere all’assalto di membri dell’esercito che sembrano aver misteriosamente cambiato casacca e che sono pronti a fare della città un vero e proprio scenario di guerra urbana.

Niente di nuovo con scarsa originalità, dunque: Bravo Team condivide le premesse narrative che abbiamo visto molte volte in ambito videoludico e che rivelano fin da subito l’ispirazione arcade del titolo. Il gioco è stato comunque interamente doppiato in italiano, con un doppiaggio di buona fattura. Dal punto di vista tecnico, i ragazzi di Supermassive Games si confermano profondi conoscitori di Playstation VR, e sono riusciti a confezionare una delle migliori esperienze grafiche viste fino ad ora sul dispositivo: in particolare, è stato svolto un ottimo lavoro sui modelli dei personaggi, e l’effetto blur è praticamente assente. Il gioco, inoltre, scorre fluidamente senza soffrire di alcun singhiozzo anche su una normale Playstation 4, su cui abbiamo condotto la nostra recensione.

Bastano poche decine di minuti per rendersi conto che il gameplay di Bravo Team e i suoi ritmi sono pensati per dare il meglio quando si gioca in coppia, coordinandosi con il proprio compagno. Affrontando una partita in compagnia dell'IA l'avanzamento diventa infatti molto meccanico: si fanno fuori i soldati che ci si parano davanti, si avanza verso la copertura successiva, si ripete con calma e senza particolare piglio tattico. Di contro, assieme ad un amico possiamo imbastire una tattica più raffinata: avanzare all'unisono, posizionarsi simmetricamente per avere una visuale libera su tutta l'area di gioco, coprire le spalle del compagno mentre quest'ultimo avanza per stanare un nemico barricato dietro un riparo. Comunicare continuamente, dirsi quando siamo a corto di munizioni e dobbiamo esporci per raggiungere una cassa di rifornimenti, oppure improvvisare un'azione disperata per rianimare l'amico colpito da un proiettile di troppo sono azioni all'ordine del giorno: risulta così più facile accettare i ritmi di gioco, tutt'altro che accesi ed anzi abbastanza compassati.

Purtroppo non basta questa attenzione per la cooperativa a farci soprassedere sui difetti della produzione, che rendono Bravo Team un prodotto non proprio brillante. Da una parte abbiamo infatti una dimensione artistica e stilistica davvero monocorde: gli scenari assemblati dal team di sviluppo sono poco ispirati, troppo simili tra loro, ed al di là di qualche palazzone ispirato alle architetture dell'Europa centrale non ci sono elementi distintivi o aree memorabili. Nel suo (discutibile?) obiettivo di proporre una qualche forma di realismo, Bravo Team finisce schiacciato da una palette cromatica monotona, dalla scarsa varietà di nemici e situazioni, e quindi da un incedere davvero troppo uniforme.

Ci sono, di tanto in tanto, alcune sequenze più ispirate, come una sessione di cecchinaggio semplicemente superba, con una gestione del mirino ottico da applausi a scena aperta (ricordate Silent Scope? Qui si supera addirittura quel tipo di esperienza). E tuttavia si tratta di pochi attimi che si perdono nella strisciante regolarità della missione principale. L'avventura, per altro, può essere completata in meno di tre ore (a difficoltà Veterano), lasciando che il compito di allungare l'esperienza di gioco tocchi alla modalità a punti: l'obiettivo, in questo caso, è quello di alzare il moltiplicatore dei punti, accumulando uccisioni con una certa costanza e riducendo i tempi morti. Ottenere i gradi più alti è in effetti abbastanza difficile, ma non ci sembra che questo game mode sia un incentivo sufficiente a tornare sui teatri di guerra di Bravo Team. Il prezzo a cui viene proposto il titolo di Supermassive, confrontato con i suoi contenuti e con l'offerta di altri prodotti dedicati alla VR, non è in definitiva molto lusinghiero

Scritto da Alberto

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