Qwant: l'alternativa etica a Google!

(Firenze)ore 11:45:00 del 02/12/2018 - Categoria: , Internet, Tecnologia

Qwant: l'alternativa etica a Google!
L'inventore del motore di ricerca etico, Eric Léandri, sogna anche un internet europeo.

Qwant non è il Google francese. È un motore di ricerca ma, al contrario del suo ricco zio californiano, non utilizza e non vende i dati personali dei suoi utenti. Nell’universo del tech e degli acceleratori parigini, il creatore di Qwant Eric Léandri rappresenta una voce controcorrente. Di origini corse, questo ingegnere esperto in sicurezza informatica sovverte lo stereotipo del digital guru californiano. Mentre migliaia di ingegneri studiano un modo per fare soldi utilizzando i dati personali, Léandri parla di etica e sovranità digitale.

In un paese in cui Parigi è il centro del mondo e tutto il resto la semplice “provincia”, Qwant rappresenta un’eccezione, un’azienda decentralizzata con cinque siti distribuiti sul territorio, tra cui Nizza, Epinal, Rouen e Ajaccio. In totale controtendenza rispetto all’universo tech francese, Qwant ha l’ambizione glocal, rivendicandosi profondamente europeista e difendendo allo stesso tempo una grande fierezza regionale. Non a caso il sito è disponibile anche in bretone, basco, catalano e corso.

Un’alternativa a Google che rispetta la privacy

Ogni giorno Qwant indicizza 2 miliardi di pagine al giorno e registra una crescita del 20% al mese. “Su Qwant non registriamo le vostre ricerche. Non inviamo cookies. Non rinchiudiamo l’utilizzatore nelle proprie ricerche proponendogli dei risultati simili a quelli che vuole leggere. E soprattutto non rivendiamo i suoi dati personali”, spiega Léandri. Dopo le elezioni di Trump, la Brexit, Cambridge Analytica e una lunga successione di leak, i cittadini e la classe politica nell’Unione europea hanno finalmente capito i rischi del monopolio americano del web. “La sovranità digitale è diventata una priorità europea. Anche il presidente Macron ha capito la gravità della colonizzazione digitale dei GAFA”, sottolinea Léandri

Un passo in avanti è stato fatto. Questo autunno la Camera dei Deputati, l’esercito e numerose istituzioni pubbliche e private francesi hanno deciso di abbandonare Google, aderendo alla campagna #SwitchtoQwant. Concretamente significa che i browser dei computer saranno installati di default con Qwant, non più con Google.

Un internet europeo

“Avevamo l’impressione che il web fosse americano, russo o cinese, che Google fosse l’unica opzione possibile, ma oggi c’è un’alternativa”. Ormai anche le banche e il settore privato utilizza Qwant. “I cittadini e le autorità hanno aperto gli occhi, ma andiamo alla velocità dell’Europa, che non è quella di una startup”. Secondo Lèandri, l’UE ha fatto molto per le startup europee, ma oggi è tempo di spingere sull’acceleratore per tutelare quello che è stato costruito per evitare che un gigante americano o cinese venga in Europa a comprarsele.

Se la volontà del presidente Macron è di fare della Francia una startup nation, oggi è necessario passare a una scale up nation. In altre parole, i programmi europei come Horizon 2020 che dovrebbero tutelare le giovani aziende europee devono agire più rapidamente: “Non fa tre anni, ma ora. I governi e gli investitori devono accelerare la protezione delle startup”.

Secondo il Ceo di Qwant la soluzione ai problemi che il nostro continente sta affrontando non verrà certamente dalla California o dagli investimenti cinesi, ma da quello che abbiamo costruito in Europa. “L’Unione è capace di fare grandi cose. È capace di proteggere i suoi cittadini come ha fatto attraverso il regolamento generale sulla protezione dei dati. Nonostante le polemiche di questi anni, dobbiamo concentrarci sui valori che uniscono. Per quanto riguarda la tecnologia, non bisogna cercare di creare il modello californiano in Europa. Dobbiamo credere di più in noi europei”.

Da: QUI

Scritto da Samuele

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