Pagamento stipendi? Solo tramite conto bancario: ADDIO AI CONTANTI

(Campobasso)ore 20:43:00 del 25/04/2017 - Categoria: , Lavoro, Nuove Leggi

Pagamento stipendi? Solo tramite conto bancario: ADDIO AI CONTANTI
Il Governo sta pensando di introdurre l’obbligo di pagamento delle retribuzioni tramite banche o uffici postali per evitare che i dipendenti, sotto il ricatto del licenziamento o della non assunzione, siano spinti a firmare una busta paga da cui risulta u

Il Governo sta pensando di introdurre l’obbligo di pagamento delle retribuzioni tramite banche o uffici postali per evitare che i dipendenti, sotto il ricatto del licenziamento o della non assunzione, siano spinti a firmare una busta paga da cui risulta una retribuzione regolare anche se in realtà viene corrisposto un importo inferiore ai minimi previsti dalla contrattazione collettiva.
Questo parte della proposta di legge (atto camera 1041), primo firmatario l’onorevole Titti Di Salvo (Pd), presentata nel 2013 ma che nelle ultime settimane ha subito un’accelerazione, con l’esame delle commissioni della Camera.
“La presente proposta di legge – secondo l’onorevole – offre una soluzione a un problema che colpisce moltissimi lavoratori. È infatti noto che alcuni datori di lavoro, sotto il ricatto del licenziamento o della non assunzione, corrispondono ai lavoratori una retribuzione inferiore ai minimi fissati dalla contrattazione collettiva, pur facendo firmare al lavoratore, molto spesso, una busta paga dalla quale risulta una retribuzione regolare.


Tale prassi deprecabile rappresenta un grave danno per i lavoratori i quali vengono non solo depauperati di parte del lavoro prestato, ma sono lesi nella loro dignità e nel diritto a una giusta retribuzione, in violazione degli articoli 1, 35 e, soprattutto, 36 della Costituzione. Al contrario, la corresponsione di una retribuzione inferiore si risolve in un vantaggio illecito per il datore di lavoro”
Pagamento stipendi in contanti: sanzioni fino a 50 mila euro
La proposta di legge contiene anche un pesante sistema sanzionatorio: “Il datore di lavoro o committente che viola l'obbligo di cui all'articolo 1, comma 1, è sottoposto alla sanzione amministrativa pecuniaria consistente nel pagamento di una somma da 5.000 euro a 50.000 euro”.
Non solo, è previsto che il datore di lavoro nella comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro (unilav assunzione) indichi l’istituto bancario o l’ufficio postale (che a sua volta deve rilasciare una dichiarazione che “attesta l'attivazione del canale di pagamento a favore del lavoratore”). In mancanza di tale indicazione nell’unilav assunzione, il datore di lavoro “è sottoposto alla sanzione amministrativa pecuniaria consistente nel pagamento di una somma pari a 500 euro”.

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Scritto da Gregorio

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