NBA 2K Playgrounds 2: provato

(Milano)ore 18:22:00 del 26/10/2018 - Categoria: , Videogames

NBA 2K Playgrounds 2: provato
A mettere ulteriore pepe ad ogni partita ci pensano la gestione della stamina, da curare soprattutto durante le deliranti fasi difensive.

 

Diciamo subito che già il fatto che NBA 2K Playgrounds 2 sia giunto sul mercato è di per sé una notizia. Il titolo sviluppato da Saber Interactive, infatti, ne ha passate un po’ di tutti i colori, tra rinvii e cambi al vertice della produzione. L’arrivo di 2K, la massima autorità cestistica in ambito videoludico, ha portato con sé una ventata di cambiamento che, come vedremo, ha i suoi lati positivi e negativi.

Un’altra NBA

Per chi non lo sapesse, NBA 2K Playgrounds 2 è il seguito dell’omonimo NBA Playgrounds, titolo che prometteva di rinverdire i fasti dei giochi di basket puramente arcade alla NBA Jam o, ancora meglio, sullo stile dell’immortale Street Jam. Il fulcro del gioco è costituito da partite 2 vs 2 in cui è possibile schierare squadre miste o, più frequentemente, una coppia di giocatori legata a una franchigia NBA ma con atleti appartenenti a ere diverse. Il roster, infatti, accoglie candidati al titolo di MVP come Anthony Davis, ma anche leggende come Allen Iverson, Ray Allen, Larry Bird e altri.

Cominciamo col dire che, parlando delle modalità di gioco, il panorama è più vario rispetto al capitolo precedente. Il nuovo gioco Saber Interactive consente infatti di lanciarsi in classiche partite amichevoli, vivere una stagione NBA, sfidare altri giocatori online e provare la propria abilità nella gara dei tiri da 3. Procediamo con ordine: l’aggiunta al single player più evidente è dunque la Stagione NBA, che consente di scegliere una squadra con l’obiettivo di portarla alla vittoria del titolo. Le stagioni durano solo 15 partite, più un’altra decina di match di playoff.


La vittoria in questa modalità sbloccherà una leggenda della squadra con cui stiamo giocando. In ogni partita il giocatore può decidere di scendere in campo da solo, o di dividere la scena con un altro utente, componendo una squadra che andrà a scontrarsi con la IA. I quattro livelli di difficoltà, a questo proposito, ci sono sembrati ben bilanciati, e in grado di regalare una sfida piacevole.

A mettere ulteriore pepe ad ogni partita ci pensano la gestione della stamina, da curare soprattutto durante le deliranti fasi difensive. E poi ci sono i già noti power-up casuali attivabili a più riprese nell'arco dell'incontro, come il moltiplicatore dei punti in schiacciata o il ghiaccio fissato sul proprio canestro per impedire agli avversari di andare a segno per tre possessi. Se sfruttati a dovere, questi fattori possono portare a dei veri e propri ribaltamenti di fronte nel punteggio, lasciando spesso e volentieri il risultato in bilico fino agli istanti conclusivi. Ma sui campetti di NBA 2K Playgrounds 2 si può anche giocare sporco, prendere letteralmente a ceffoni il proprio marcatore in fase offensiva, o viceversa prendersi gioco dell'opponente spingendolo a tradimento da dietro per sottrargli il pallone senza tanti complimenti. No, nessun arbitro si prenderà la briga di fischiare un bel flagrant qui, potete stare sereni. Anche durante le schiacciate è possibile intervenire quel tanto che basta per impedire all'avversario di violentare il canestro, per poi conquistare con agilità il rimbalzo e ripartire velocemente in contropiede. Tra le modalità di gioco selezionabili è ora possibile propendere per la stagione completa, che prevede di qualificarsi per i playoff e raggiungere in pompa magna le NBA Finals. In alternativa è possibile propendere per il divertente contest del tiro da tre punti, dove la regolarità nella gestione del tiro diventa cruciale per portarsi a casa la vittoria. Grazie alla presenza di quattro livelli di difficoltà, selezionabili durante gli scontri offline, il livello di sfida non manca di certo, ma i più competitivi possono pur sempre lanciarsi a capofitto nei frenetici match online 1 contro 1. In alternativa è possibile propendere per l'altrettanto divertente modalità cooperativa a fianco di un amico. L'altro punto vincente di NBA 2K Playgrounds 2 riguarda senz'altro la simpatica riproduzione caricaturale dei campioni portati in campo, che viene sostenuta da una cornice grafica semplice ma coloratissima e da musiche ben contestualizzate con gli ambienti del basket NBA, sebbene un po' troppo ripetitive.

Un tallone d’Achille chiamato microtransazioni

Se la recensione di NBA 2K Playgrounds 2 si fermasse qui, il voto presente in fondo al pezzo sarebbe senz'altro più elevato. Purtroppo l'introduzione delle microtransazioni finisce per svilire la natura del prodotto. D'altra parte in questi anni 2K ha continuato a percorrere la strada della monetizzazione, a dispetto dei forti malumori generati nella communitypiù appassionata, perciò la scelta non ci sorprende. Ciò nondimeno, in un contesto arcade come quello messo di nuovo in campo da Saber Interactive, è palese che l'acquisto di pacchetti di giocatori in cambio di denaro reale appaia una soluzione tutt'altro che ottimale, specialmente se questo approccio influisce negativamente sul tempo necessario per accedere a tutti i giocatori presenti nel roster attraverso la normale progressione di gioco. Insomma, diversamente da quanto avveniva in NBA Playgrounds, dove le figurine dei giocatori si potevano ottenere unicamente accumulando punti esperienza e incrementando il proprio livello personale, questa volta bisogna giocoforza fare i conti con una realtà diametralmente agli antipodi.

NBA 2K Playgrounds 2 offre quindi due differenti tipologie di valuta. Da un lato i Baller Bucks, incamerabili partecipando alle competizioni di gioco sia offline che online; dall'altro i Golden Bucks, che derivano solo in minima percentuale dai risultati ottenuti sul campo e sono per lo più legati all'acquisto di pacchetti in cambio di moneta sonante. In buona sostanza, il criterio abbracciato da Saber è il medesimo impiegato già da tempo negli altri titoli legati al marchio NBA 2K. Lasciando per un attimo da parte le annose critiche sulla presenza di microtransazioni in un prodotto non proposto in formato free-to-play, nel caso specifico la loro presenza determina uno spiacevole sbilanciamento degli equilibri di gioco. Basti considerare che servono almeno 5000 Baller Bucks per portarsi a casa un pacchetto oro con i giocatori più blasonati. Cifra che, per essere ottenuta, richiede di vincere svariate partite. Se a ciò si aggiunge che la presenza dei doppioni - già frequente nelle prime fasi - tende a farsi sempre più assidua con l'ampliamento del roster, provare a guadagnare i giocatori più blasonati in tempi ragionevoli è decisamente fuori discussione. Ecco allora che il viatico più semplice, agli occhi dell'utente meno avveduto (o di quello meno paziente) sarà proprio quello di investire denaro reale per accedere immediatamente a tutte le figurine attualmente messe a disposizione dagli sviluppatori.

 

Scritto da Gerardo

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