Micro corruzione: ogni otto ore un caso di mazzette e favori illeciti

(Campobasso)ore 17:48:00 del 10/01/2019 - Categoria: , Denunce, Economia, Lavoro

Micro corruzione: ogni otto ore un caso di mazzette e favori illeciti
Dal professore universitario che obbliga il ricercatore a versare una somma per garantirsi il rinnovo della collaborazione al sindaco che cambia destinazione ai terreni per aiutare l’amico imprenditore

Anche il 2018 lascia in eredità una scia di grandi e piccole corruzioni. Passano i governi, si susseguono leggi anti corrotti, ma la malattia resiste, immune a qualunque antibiotico. Uno studio di Transparency international del 10 dicembre scorso ha rivelato che nell’anno appena concluso i giornali hanno riportato 983 casi di corruzione. Quasi il doppio del 2017. E chissà quanti sono rimasti fuori da questo censimento.

L'Espresso in edicola da domenica 6 gennaio pubblica un servizio sulla corruzione quotidiana, che molti considerano spicciola, in confronto alle grandi mazzette e ai grandi appalti. Ma che in realtà è capillare e i cui effetti sono devastanti per la comunità.

Quelle citate da Transparency sono storie per lo più ignote all’opinione pubblica di micro corruzione. Divise per tutti i giorni dell’anno producono il dato più allarmante: tre casi al giorno, che coinvolgono almeno - la stima è al ribasso - 6 cittadini italiani ogni 24 ore. Dal professore universitario che obbliga il ricercatore a versare una somma per garantirsi il rinnovo della collaborazione fino al sindaco che cambia destinazione ai terreni per fare una “cortesia” all’amico imprenditore.

Non c’è settore immune: sanità, istruzione, giustizia, sociale, edilizia. Ogni ambito ha la sua cricca. Non mancano le mafie, che alla lupara preferiscono le bustarelle per convincere gli indecisi.



La fotografia della mazzetta italiana è impietosa: da sud a nord, non c’è regione, provincia, comune, esente dal desiderio di crearsi una scorciatoia pagando un dazio non dovuto. A scapito delle collettività, danneggiata enormemente dalle innumerevoli cricche locali, più o meno stabili nel tempo o che si aggregano di volta in volta per raggiungere lo scopo prefissato: procurarsi un ingiusto vantaggio personale, lucrando sulle risorse di tutti, giovani e meno giovani. I pirati in doppiopetto, i colletti bianchi della corruzione, considerano il territorio alla stregua di una preda da scarnificare.

L’Autorità anticorruzione guidata da Raffaele Cantone dal 2014 al 2018 ha esaminato 171 ordinanze di arresto in cui erano presenti reati contro la pubblica amministrazione. L’accusa di corruzione è presente quasi ovunque. E solo l’anno scorso l’ufficio diretto da Cantone ha proposto 19 commissariamenti di appalti pubblici, tutti macchiati da vicende di corruzione.

La Commissione europea nel 2017 ha svolto un’indagine sulla percezione della corruzione nei singoli paesi membri dell’Unione. Il risultato più significativo è che in Italia il 15 per cento delle imprese ha risposto di aver ricevuto richieste di favori o di mazzette per almeno uno dei sei servizi rivolto alle aziende: permessi di costruire e commerciali, cambio d’uso dei terreni, permessi ambientali, aiuti di Stato e fondi strutturali. La differenza con la Spagna è enorme. Qui solo l’1 per cento ha rivelato di aver subito richieste di questo tipo. In generale il dato italiano è superiore dieci punti la media dell’Unione Europea

Di corruzione e non solo abbiamo parlato con il comandante generale della Guardia di Finanza, Giorgio Toschi. Nel numero in edicola da domenica, L'Espresso pubblicherà l'intervista al generale delle Fiamme Gialle. Al centro del colloquio evasione, nuova legge anti corrotti, riciclaggio e traffico di droga. « L’evasione fiscale “consapevole”, ossia da mancata o sotto-dichiarazione dei redditi d’impresa e di lavoro autonomo, è pari a circa 74,6 miliardi di euro», ha spiegato Toschi all'Espresso. Che sull'uso degli agenti sottocopertura nelle inchiesta sulla pubblica amministrazione ha risposto: ««La Guardia di Finanza ha avuto modo di esprimere le proprie valutazioni nel corso dell’iter parlamentare del disegno di legge. Pertanto, l’estensione di tale strumento ai reati contro la Pubblica Amministrazione la valutatiamo positivamente. La figura dell’operatore sotto copertura è sempre distinta da quella, non prevista dal nostro codice, dell’agente “provocatore”, la cui condotta è orientata a istigare o a suscitare la commissione di un reato altrimenti non realizzabile»

Scritto da Luca

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