La prova di Thronebreaker The Witcher Tales

(Cagliari)ore 23:08:00 del 05/10/2018 - Categoria: , Videogames

La prova di Thronebreaker The Witcher Tales
Meve è infatti una protagonista atipica, ben innestata nell’universo narrativo di Andrzej Sapkowski e proprio per questo coerente e credibile nelle sue azioni, siano essere pacifiche o inaspettatamente violente.

 

GWENT è stata sicuramente una piacevole sorpresa per i videogiocatori, tanto quanto per CD Projekt RED, visto che con il progetto Thronebreaker: The Witcher Tales hanno intenzione di portare l’idea di un loro card game fantasy ambientato nell’universo dello Strigo verso nuove e inaspettate vette di eccellenza. Questo perché, innanzitutto, parliamo di un gioco in single player basato sulle carte ma con una storia originale vera e propria a fare da collante.

Meve, guerriera delle terre del Nord, dovrà infatti confrontarsi con l’invasione di Nilfgaard e per farlo dovrà dimostrare a tutti il suo temperamento deciso e inamovibile. Insomma, Thronebreaker è una “storia nella storia” di The Witcher, con oltre 30 ore di contenuti, oltre 75 missioni secondarie e un sistema di combattimento basato sulle meccaniche ben oliate di GWENT. Negli studi di CD Projekt in quel di Varsavia abbiamo avuto modo di provarlo con mano e ciò che ne abbiamo carpito ci ha davvero sorpresi.

La carta del destino

Thronebreaker: The Witcher Tales è quindi un tentativo coraggioso e deciso di dare un seguito alle avventure di Geralt, pur prendendone le dovute distanze (dopotutto, parliamo pur sempre di uno spon-off in tutto e per tutto). Meve è infatti una protagonista atipica, ben innestata nell’universo narrativo di Andrzej Sapkowski e proprio per questo coerente e credibile nelle sue azioni, siano essere pacifiche o inaspettatamente violente.

Avendo avuto modo di esplorare solo la prima delle cinque, gigantesche regioni presenti (Lyria, a cui faranno seguito Rivia, Aedirn, Mahakam e Angren), la sensazione è che tutti coloro che hanno amato in precedenza le affascinanti location visitate dallo Strigo si sentiranno in un certo qual modo a casa.

La prima cosa che colpisce è la natura open world del titolo, tanto che sin dal primo minuto – e dopo aver superato un breve tutorial delle meccaniche base da usare nella mappa principale – Meve potrà muoversi ed esplorare liberamente le varie ambientazioni, le quali ci sono parse sin da subito ricche di personaggi (e di conseguenza, missioni secondarie), oggetti e sentieri segreti.

Esplorando la mappa ci siamo trovati presto o tardi a dover estrarre le armi, e proprio in questo frangente irrompe nel gioco Gwent, i cui incontri di carte fanno da vero e proprio sistema di combattimento per tutta la durata di Thronebreaker. Le meccaniche della partita, almeno negli scontri standard, sono identiche a quelle del card game di CD Projekt: lo scopo è quello di accumulare più punti dell'avversario giocando nelle diverse corsie del campo di gioco le carte che abbiamo in mano, vincendo almeno due round su tre per garantirci il successo finale.

Nonostante le partite seguano gli stessi binari, il team non si è accontentato di clonare Gwent e di inserirlo in questo RPG, ma ha voluto presentare ai giocatori una vasta gamma di nuove carte completamente ripensate per essere adatte a questa formula inedita. In Thronebreaker: The Witcher Tales sono oltre 250 le carte che potremo utilizzare nel corso della storia, specificatamente costruite per interagire e produrre effetti tra loro. Fin dall'inizio sarà importantissimo padroneggiare questa forte interconnessione tra le carte, poiché non solo gli incontri ci sono sembrati estremamente difficili anche nelle prime fasi di gioco, ma anche perché buona parte delle partite avranno regole speciali e potranno essere completate solo conoscendo profondamente il mazzo guidato dalla regina Meve.

Malgrado fossimo alle prese con la primissima sezione di Thronebreaker, le partite a Gwent ci sono sembrate forse troppo impegnative, anche a causa di un'intelligenza artificiale spietata che si è dimostrata sempre molto attenta a farci pagare ogni singolo errore commesso durante l'incontro. L'elevata difficoltà delle partite potrebbe secondo noi rappresentare un problema per quei giocatori che non sono avvezzi ai card game e che non conoscono Gwent , ma nonostante la speranza sia quella di assistere a un bilanciamento dei match all'uscita del gioco gli sviluppatori hanno incluso una modalità che permetterà agli utenti di saltare i duelli di carte per concentrarsi sulla storia di Thronebreaker.

Le partite a Gwent sono simili a quelle del card game multigiocatore, ma sono molto più curate.

Confrontandoci con altri colleghi presenti all'evento alla fine della sessione di prova, siamo stati sorpresi dallo scoprire che quasi nessuno dei partecipanti aveva affrontato gli stessi combattimenti. L'ambientazione è talmente vasta e pregna di attività secondarie che nelle due ore con Thronebreaker abbiamo visitato solo una piccola parte dei luoghi d'interesse segnalati nella mappa. Meve non è un Witcher, ma nel corso dell'avventura potremo imbatterci nei mostri e nelle creature rese famose dalla trilogia, e in tante altre situazioni che potranno premiarci con oro o materiali.

Queste risorse saranno fondamentali in più di un'occasione, sia per risolvere determinate missioni secondarie sia per costruire e migliorare l'accampamento della guarnigione della regina, composto da alcuni edifici con funzioni specifiche. Se la Tenda del Comando è il luogo dove gestire il mazzo e migliorarla garantisce mazzi più numerosi e potenti, la Tenda del Messo è una piccola taverna dove incontriamo i compagni di Meve, quegli importanti NPC con cui possiamo parlare per ricevere missioni e ulteriori dettagli sulla loro storia. La Tenda Reale è l'hub delle quest e visitandola si ha accesso a tutti quei documenti ricevuti nel corso della campagna, mentre l'officina si occupa di potenziare e migliorare ciascuno di questi edifici con i materiali a nostra disposizione.

Thronebreaker è prima di tutto un videogioco di CD Projekt RED, e come tale non possono mancare dialoghi di livello che propongono inoltre un sistema di scelte che influenzano tanto le quest secondarie quanto quelle principali. Proprio come in The Witcher sarà Meve, come Geralt, a decidere le sorti del suo destino e di quello degli altri NPC. In una breve chiacchierata avuta con David Chircop, gameplay designer di Thronebreaker, ci è stato confermato che avremo piena libertà di scelta nella campagna principale, durante la quale incontreremo inoltre dei famosi personaggi della trilogia, anche se sulla loro identità vige il più assoluto segreto.

 

Scritto da Gerardo

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