La prova di Spyro Reignited Trilogy

(Bologna)ore 10:24:00 del 14/11/2018 - Categoria: , Videogames

La prova di Spyro Reignited Trilogy
Anche il menù di gioco si discosta poco da quello originale, offrendo la possibilità di personalizzare l'audio, settando a piacere i diversi volumi, e della telecamera, cambiandola da passiva ad attiva e invertendo gli assi.

 

Nell’ultimo lustro abbiamo perso il conto delle remastered portate a termine col minimo sforzo e immesse nel mercato solo per dare un po’ di ossigeno alle casse delle software house. Più rare e dispendiose – in termini di tempo e risorse – sono stati invece i remake, atti a rivitalizzare opere che sentivano il peso degli anni. È già accaduto allo splendido Shadow of the Colossus e, più recentemente, alla Crash N. Sane Trilogy, operazione senz’altro più vicina a Spyro: Reignited Trilogy, che segna il ritorno di un’icona PSOne.

Vola nel cielo blu

La Spyro: Reignited Trilogy riporta in vita i primi tre capitoli originariamente sviluppati da Insomniac e apparsi su PlayStation dal ’98 al 2000. Toys for Bob, già alle prese con Skylanders, cambiò di fatto i connotati del draghetto viola, adattandolo a un pubblico di più piccoli; oggi invece la caratterizzazione risulta essere più matura e davvero sorprendente. Il design di Spyro è più elaborato e moderno: le nuove espressioni del viso gli conferiscono un’aria più furba e da guascone; le animazioni ridisegnate sono sinuose, credibili e addolcite, sia durante la corsa e il volo, sia durante gli attacchi. Il restyle di Spyro: Reignited Trilogy si estende anche a nemici e comprimari, molti dei quali sono frutto di una mescolanza tra i tratti essenziali del passato e quelli reinventati per l’occasione.

Anche il menù di gioco si discosta poco da quello originale, offrendo la possibilità di personalizzare l'audio, settando a piacere i diversi volumi, e della telecamera, cambiandola da passiva ad attiva e invertendo gli assi. Non pervenute opzioni relative a risoluzione, frame rate e HDR anche se questo non costituisce un problema perché visivamente il remake è ineccepibile. C'è infine la possibilità di giocare sia con l'interfaccia comandi originale oppure aggiornata che assegna al tasto dorsale sinistro l'accentramento istantaneo della telecamera e alla pressione dell'analogico sinistro l'abilità cerca gemme di Sparx, che riprenderemo più avanti nella recensione.

I dettagli contano

Rimanendo sempre all'interno del contesto comandi, va affrontato il discorso relativo al feedback di questi ultimi, diverso rispetto all'originale e intimamente connesso all'aggiornamento fatto su Spyro. Toys for Bob ha una grande dimestichezza con il draghetto ma per la Reignited Trilogy lo sviluppatore ha fatto un passo indietro, recuperando il vecchio design ad opera di Charles Zembillas e plasmando una caratterizzazione fisica che si sposasse meglio con questo modello. Spyro acquista così delle movenze molto feline e armoniose: spesso lo vediamo puntellarsi sulle zampe anteriori sollevando il posteriore, proprio come fanno i gatti a caccia, e anche nei movimenti più semplici acquista una leggerezza che non si attribuirebbe ad un rettile. Oltre a suscitare una certa simpatia le movenze del drago si sposano molto bene al suo temperamento ma cambiano gli equilibri del feedback di gioco. I titoli originali erano caratterizzati da una spiccata legnosità mentre nella Reignited Trilogy si apprezza una fluidità tanto nuova quanto necessaria. Animazione e comandi vanno di pari passo ma l'aspetto migliore è il poter godere appieno di questa morbidezza sia utilizzando la levetta analogica che la croce direzionale. È necessario un periodo minimo di tempo per abituarsi, come accade per tutti i platform, ma una volta raggiunta sufficiente dimestichezza non ci si fa più caso.

Le animazioni di Spyro sono solo uno degli aspetti che Toys for Bob ha curato nella ricostruzione del gioco e forse non è il primo che salta all'occhio quando ci si trova all'interno dei livelli. Tutto è stato ricostruito da zero e con una precisione maniacale: è stato rivisto il design di ogni singolo personaggio, nemico e animaletto che popolano i mondi di giochi mentre i livelli sono stati arricchiti da numerosi particolari ma senza diventare irriconoscibili. Si percepisce così la differenza tra i diversi terreni, dove l'erba è addirittura modellata a fili, ogni materiale (legno, metallo, ceramica) ha una resa realistica per non parlare della quantità strabordante di effetti visibili ad ogni interazione del personaggio con l'intorno. Quello che segna però realmente l'aspetto del gioco sono le luci e l'acqua, perfettamente gestiti dall'Unreal Engine 4. Per quanto Spyro sia sempre stato un gioco molto colorato, e in questo la Reignited Trilogy non si smentisce, quello che mancava totalmente ai tempi era la profondità data dalle ombre, inesistenti. Ora i giochi di luce sono parte integrante dell'ambiente, ricreando non solo un'atmosfera davvero suggestiva ma interagendo con l'acqua in un modo mai visto in Spyro. Immergendosi in acqua si percepisce la consistenza del fluido e la quantità di luce presente nel livello influisce sulla visibilità. I mondi totalmente subaquei, come Torri Acquaria e Spiaggia della Conchiglia, risultano essere così i più alieni ma allo stesso tempo meglio riusciti in termini grafici.

 

Scritto da Gregorio

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