La prova di Nvidia GeForce RTX 2060 Founder's Edition

(Torino)ore 14:47:00 del 25/01/2019 - Categoria: , Tecnologia, Videogames

La prova di Nvidia GeForce RTX 2060 Founder's Edition
Sappiamo che il titolo Square Enix è capriccioso, al contrario di Shadow of the Tomb Raider che guadagna a tutte le risoluzioni pur risultando il più pesante del gruppo.

 

RTX è la più grande scommessa di NVIDIA da qualche anno a questa parte. Ne abbiamo già trattato a lungo in occasione dell’annuncio e poi del lancio del trittico d’attacco RTX 2080ti, 2080 e 2070, dove l’introduzione di nuove tecnologie grafiche ha fatto alzare i prezzi garantendo sul piano degli FPS un margine di miglioramento limitato, soprattutto se calcolato con i precedenti metodi di analisi. Discorso ben diverso accade quando si sfrutta a pieno il potenziale della scheda attivando DLSS e Ray-Tracing (nei titoli che lo supportano) che così, beneficiando della nuova architettura dedicata, può mettere in mostra la potenza bruta calcolata in RTX-OPS.

Dopo che la fascia di prodotti più performanti ha fatto così il suo ingresso sulla scena, è ora di approfondire la conoscenza della neo-arrivata RTX 2060, che si è fatta presentare come il primo anello di congiunzione tra le nuove tecnologie e il portafoglio dei giocatori. Non stiamo parlando di un diretto sostituto della GTX 1060, perché già a partire dal prezzo (375€)capiamo che è in atto una ridistribuzione delle sigle che ne definiscono il posizionamento di mercato, giustificata dalla nuova filosofia NVIDIA che porta in dote DLSS e Ray Tracing, sostenuti da un chip Turing con rispettivamente 240 Tensor Core e 30RT Core.

Ma torniamo a noi e vediamo in dettaglio tramite le specifiche tecniche le prime caratteristiche di questa RTX 2060 Founder’s Edition:

  • 1920 NVIDIA CUDA® Cores

  • 37T RTX-OPS

  • 5 Giga Rays/s

  • 1680 Boost Clock (MHz)

  • 1365Clock di base (MHz)

  • 14 Gbps Velocità della memoria

  • 6 GB GDDR6

  • 192-bit Ampiezza dell’interfaccia di memoria

  • 336 GB/s Banda di memoria (GB/s)

  • DisplayPort, HDMI, USB Type-C™, DVI-DLConnettori display standard

  • 435” (112.6mm)Altezza

  • 0” (228.60mm)Lunghezza

  • 2-SlotLarghezza

  • Specifiche termiche e di alimentazione:

  • 88Temperatura massima della (in C)

  • 160WPotenza della scheda grafica (W) Alimentazione a 8 pin

In idle la GIGABYTE GeForce RTX 2060 Gaming OC Pro mantiene una temperatura di circa 27 gradi e non supera i 36 gradi durante le normali operazioni desktop, con le ventole che restano ferme. Sotto sforzo, invece, i gradi diventano 64, mentre la tecnologia Scanner spinge la scheda a 1950MHz contro i 1860MHz di picco toccati dalla reference. In questo caso, ovviamente, le ventole si muovono, ma restano silenziose, salvo qualche piccola accelerazione qua e la. Non male per una scheda che, supportata da un Ryzen 2700X e da 16GB di memoria a 3200MHz, tira fuori 7852 punti alla voce grafica del test 3DMark Time Spy , piazzandosi così a circa 10.5 punti percentuali dalla RTX 2070 FE e superando nettamente la RTX 2060 FE. Ed è un vantaggio che si traduce in gioco, benché i margini di miglioramento in gioco non siano esaltanti. Parliamo infatti di uno o due frame per tutti i giochi da noi provati, ovviamente con il preset grafico più elevato, a partire da The Witcher 3: Wild Hunt che arriva a 93fps in 1080p, 65fps in 1440p e 37fps in 4K. Lo stesso rilevato con Deus Ex: Mankind Divided, almeno in 1080p con 112fps e 1440p con 76fps visto che in Ultra HD la conta dei frame resta inchiodata agli stessi 38 della Founders Edition.

Ma sappiamo che il titolo Square Enix è capriccioso, al contrario di Shadow of the Tomb Raider che guadagna a tutte le risoluzioni pur risultando il più pesante del gruppo. Si ferma infatti a 87fps in 1080p, 56fps in 1440p e 30fps in 4K, guadagnando però tre frame rispetto alla RTX 2060 Founders. E sono due in più rispetto a Forza Horizon 4 che ne guadagna uno solo, anche se con 52fps è l'unico che risulta pienamente giocabile a tutte le risoluzioni, toccando i 76fps in 1440p e i 96fps in 1080. Ma questo non vuol dire che non sia possibile ottenere qualcosa con l'overclock manuale, spingendo di 1000MHz la memoria e di ulteriori 100MHz il core che, lasciando comunque spazio di manovra al software, è arrivato a 2055MHz. Il tutto riscontrando un incremento moderato nella rumorosità delle ventole che si sono dimostrate capaci di tenere la temperatura a 65 gradi sotto sforzo. Non male, anche se quello che ci interessa sono le prestazioni. Ed eccoci arrivare a ben 8286 punti nel test grafico di 3DMark Time Spy, per una scheda capace di arrivare a 5 punti percentuali dalla RTX 2070 di NVIDIA. A parità di clock e driver la forbice tra le due schede è destinata a risultare più ampia, ma parliamo comunque di un rapporto tra prezzo e prestazioni imparagonabile, ovviamente in favore di una RTX 2060 che in 4K riesce a far girare, grazie alla spinta, The Witcher 3: Wild Hunt a 40fps, Deus Ex: Mankind Divided a 40fps, Shadow of the Tomb Raider a 32fps e Forza Horizon a 57fps, avvicinando di un soffio la soglia dei 60fps.

 

Scritto da Gregorio

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