La prova di Jump Force

(Roma)ore 20:11:00 del 22/02/2019 - Categoria: , Videogames

La prova di Jump Force
Al contrario, ci verrà dato il controllo di un avatar che potremo personalizzare a piacimento, grazie ad un corposo editor che ci permetterà di creare un personaggio unico.

 

Jump Force, ormai, non ha certamente bisogno di presentazioni: il picchiaduro celebrativo dei 50 anni della rivista Weekly Shonen Jump è sulla bocca di tutti gli appassionati del fumetto nipponico da circa otto mesi, e noi non abbiamo mai mancato di raccontarvi le nostre esperienze con il titolo, dal suo stato embrionale all’E3 e alla Gamescom 2018, fino alla più completa closed beta di ottobre.

Queste prove, a dire il vero, avevano lasciato spazio per molti dubbi e perplessità, che rischiavano di minare l’impatto di questo epico incontro tra universi paralleli. Adesso, con il gioco completo finalmente tra le mani, possiamo darvi il nostro parere definitivo.

Who you gonna call?

La storia di Jump Force si apre con un elemento tipico di molti fumetti: il mondo è in pericolo e tocca ai nostri eroi salvarlo. Niente di strano o di inusuale, se non fosse che, in questo caso, gli eroi chiamati a salvare il mondo provengono da molteplici universi creati sulla rivista Weekly Shonen Jump. Non solo: gli eroi di questi mondi così distanti vengono trasportati sulla nostra Terra, dove un’armata di cattivi, controllata mentalmente da Kane e Galena (personaggi creati appositamente per il gioco dall’inconfondibile penna di Akira Toriyama), sta mettendo a dura prova l’umanità intera. Tra le fila di questi cosiddetti Venom figurano anche alcuni eroi, caduti sotto il controllo del duo antagonista. Fortunatamente, un manipolo di eroi riesce a riunirsi e a dare vita ad un vero e proprio gruppo di Avengers in salsa nipponica: stiamo parlando, ovviamente, della Jump Force.

Il nostro protagonista, però, non è uno dei personaggi che conosciamo ed ammiriamo. Al contrario, ci verrà dato il controllo di un avatar che potremo personalizzare a piacimento, grazie ad un corposo editor che ci permetterà di creare un personaggio unico. Il nostro protagonista altro non è che un civile, che ha la sfortuna di trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato, cioè a New York durante uno scontro tra Goku e Freezer. Un attacco di Freezer colpisce in pieno l’avatar, riducendolo in fin di vita. Fortunatamente, Trunks riesce a riportarlo in vita grazie all’utilizzo di un cubo umbras, che gli dà inoltre la possibilità di diventare un eroe alla pari degli esponenti della Jump Force. Dopo il ritiro di Freezer, Goku e Trunks scortano l’avatar al quartier generale della Jump Force, dove incontrano il direttore Glover, che si occupa di orchestrare le azioni dell’armata di eroi. Dopo essere stato informato su quanto sta succedendo dal direttore in persona, il protagonista può scegliere di unirsi ad una delle tre diverse squadre della Jump Force: la squadra Alpha, capitanata da Goku (insieme a Piccolo, Zoro e Gaara), che ha il compito di sconfiggere i Venom; la squadra Beta, capitanata da Rufy (insieme a Boa Hancock, Sanji e Boruto), che si occupa di recuperare il territorio occupato dai Venom; ed infine la squadra Gamma, capitanata da Naruto (con Kakashi, Sasuke, Trunks e Sabo), che si occupa del recupero di informazioni.

All'inizio del gioco dovremo creare un personaggio che ci rappresenterà nella Jump Force: dopo aver resistito al potere del cubo umbras, siamo riusciti a sconfiggere i venom - combattenti posseduti da questa forza malefica - e abbiamo attirato l'attenzione di Goku, Naruto e gli altri eroi che guidano la Jump Force. L'editor consente una discreta libertà, pur rifacendosi a capigliature, segni particolari e altri dettagli che caratterizzano i vari personaggi presi da Jump. In ogni caso, è possibile sbloccare costumi, accessori e altri oggetti che ci permetteranno di cambiare l'aspetto del nostro alter ego in qualunque momento, e collezionarli è un aspetto importante del gioco. Anche sotto questo punto di vista, Jump Force ricorda tantissimo Dragon Ball Xenoverse: una volta entrati nella base operativa, e dopo esserci connessi alla rete, ci ritroveremo circondati dagli avatar degli altri giocatori, con cui potremo socializzare marginalmente.

La storia, infatti, è divisa in vari capitoli, scanditi a loro volta dalle missioni chiave che è possibile accettare agli appositi banconi: inizialmente dovremo reclutare i vari componenti della Jump Force, e per farlo dovremo sconfiggerli mentre sono posseduti dai cubi umbras, ma poi ci toccherà affrontare i vari nemici in compagnia dei nostri beniamini. La campagna è piuttosto lunga ma tende a diventare ripetitiva alla svelta, impostando raramente scontri interessanti. La colpa ovviamente è della sceneggiatura banalissima che mette insieme buoni e cattivi senza curarsi particolarmente dei loro rapporti: è chiaro che Bandai Namco si sta rivolgendo a un pubblico di appassionati che gongolerà anche soltanto nel vedere Goku, Naruto e Rufy fianco a fianco, ma non ci sarebbe dispiaciuta una trama più articolata e magari un maggior numero di citazioni.

Una grafica pasticciata

Se la storia è poco coinvolgente, la colpa è anche e sopratutto della messinscena. Il discorso è abbastanza complesso, quindi abbiate pazienza. Tutto inizia col character design realistico che Bandai Namco ha imposto nel contesto di questo passaggio dalla dimensione dei manga al pianeta Terra in cui viviamo. Grazie all'Unreal Engine 4, i protagonisti di Dragon Ball, One Piece, Bleach e via dicendo hanno assunto fattezze più realistiche, pur mantenendo il loro aspetto originale. Inutile dire che ciò ha causato un'incongruenza stilistica che è un vero pugno in un occhio, perché lo stile di un mangaka come Eiichiro Oda è diversissimo da quello, per esempio, di Tsukasa Hojo, eppure eccoli lì, Monkey D. Rufy e Ryo Saeba, insieme nella stessa squadra.

È un miscuglio che diventa evidente nelle cinematiche in cui i personaggi interagiscono tra loro, ma forse ancora di più nelle numerose sequenze in cui i nostri eroi se ne stanno imbambolati a discutere solo attraverso delle righe di testo, senza neppure muovere la bocca, in piedi come stoccafissi gli uni accanto agli altri. Il fatto è che la discrepanza nel character design dei vari personaggi e il loro aspetto realistico sono i problemi minori di un titolo che è stato sviluppato frettolosamente e con poco affetto nei confronti del materiale originale. Graficamente Jump Force è un gioco pieno di problemi che Spike Chunsoft ha cercato di nascondere dietro un tripudio di effetti speciali, esplosioni e particellari oggettivamente molto belli e spettacolari. I modelli poligonali sono goffi e sgraziati, spesso animati sommariamente, e anche il doppiaggio lascia a desiderare se si considera che molte scene non sono neppure parlate.

In combattimento, nelle mappe deserte ma ricche di particolari, la velocità degli scambi di colpi, tra esplosioni e scintille che volano da ogni parte, impedisce che uno sguardo meno attento noti le animazioni a scatti e le collisioni imprecise: lo schermo si riempie di effetti grafici, lampi di luce e scariche elettriche ogni volta che si tira un pugno, mentre un blur eccessivo sfoca l'immagine. La scena è ripresa dalla telecamera alle spalle del giocatore: Jump Force è un arena brawler, un picchiaduro in terza persona che consente di spostarsi liberamente per il terreno di scontro, ma che al contempo impedisce di calcolare con precisione le distanze e di vedere bene il nemico quando si inanella una catena di attacchi. La parola d'ordine è spettacolo e, in questo senso, Spike Chunsoft ha svolto un ottimo lavoro. Gli attacchi speciali più famosi sono estremamente coreografici e ricalcano con attenzione le fonti originali, siano esse cartacee o animate.

 

Scritto da Gregorio

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