La prova di EA Sports UFC 3

(Trento)ore 14:04:00 del 13/02/2018 - Categoria: , Videogames

La prova di EA Sports UFC 3
Migliaia di animazioni in più, grafica migliorata, controlli raffinati e Ultimate Team approfondito. Una nuova iterazione insomma, che non si discosta più di tanto da quanto siamo abituati a vedere in altre produzioni della casa canadese, al pari di FIFA,

Iniziamo subito col ribadire un concetto che deve essere chiaro sin da subito: non siamo di fronte a un classico picchiaduro a incontri uno contro uno, né tantomeno a un titolo arcade adatto ai più smaliziati. 

EA Sports UFC 3 è infatti un simulatore a 360° e per goderne appieno attraverso tutte le sue sfumature bisogna avere pazienza, dedizione e soprattutto entrare nella muscolatura di un sistema di gioco che darà soddisfazioni solo se avrete la sensibilità per capirlo appieno.

Ed in questo, la tecnologia Real Player Motion gioca un ruolo fondamentale, trasformando il gameplay in qualcosa di molto più realistico rispetto ai precedenti capitoli della serie. Pugni e calci saranno infatti eseguibili coi tasti frontali del pad, in combinazione coi tasti dorsali. L'attenta alternanza tra questi ci darà modo di effettuare colpi alla testa, montanti, ginocchiate e, chiaramente, anche parare i colpi inferti dal nostro avversario (tramite l'ausilio di R2 e L2).

Si tratta quindi di un accurato e complesso mix di attacco e difesa, che una volta saliti sul ring dovremo bilanciare al nostro meglio (specie nel corso dei vari scontri online, in cui avremo ben poco tempo a disposizione per pianificare le nostre movenze).  Attenzione inoltre alla stamina del proprio lottatore, la quale andrà gestita con parsimonia entro e non oltre i cinque round (se verremo colpiti subito alla testa è ovvio che subiremo un brutto calo delle nostre performance). Per il resto, la Real Player Motion Tech mette in scena uno dei migliori e più accurati comparti grafici di sempre per un fighting game di questa caratura: le animazioni (oltre cinquemila) sono così fluide e realistiche che a volte faticherete a distnguere la realtà della finzione, e i danni visibili sul nostro corpo man mano che l'incontro si farà più serrato rendono ogni match uno spettacolo visivo unico. I passi avanti rispetto ai vecchi capitoli della serie UFC sono quindi evidenti, e in questo ha giovato moltissimo lo stretto contatto tra gli sviluppatori e la community di appassionati, sempre pronta a suggerire modifiche e cambiamenti da implementare per le annate successive.

Tu sei il campione, ma io sono il re

Tra le cose più riuscite, spicca anche l'editor dei lottatori, grazie al quale potremo costruire pressoché da zero il nostro tirapugni preferito, personalizzandolo in ogni aspetto fisico ed estetico (inclusa un'ovvia dose di tatuaggi da applicare in ogni parte del corpo), inclusa la classe di peso. Fatto ciò, resterà da affrontare la mole di opzioni di gioco messa a disposizione dal team EA Vancouver, più che mai convinta a voler donare al gioco un aspetto social capace di fare la differenza. EA Sports UFC 3 offre infatti una modalità carriera che parte dalla semplice WFA (ossia la World Fighting Alliance), salendo man mano la cresta verso le categorie più alte, sino al titolo di campione del mondo. Tuttavia, non si tratterà solo di allenarsi duramente e combattere sul ring: nel corso della varie settimane dovremo conquistare e fare nostro il pubblico anche grazie all'utilizzo dei social network, postando provocazioni pre-match al nostro sfidante e facendo così accrescere il clamore prima dello scontro. Sottovalutare questa feature vale a dire perdere una bella fetta di sostenitori, utilissimi una volta saliti sull'arena. Anche perché il denaro guadagnato dopo ogni incontro andrà di pari passi con il numero di fan che saremo riusciti a portarci a casa, e solo grazie a buon conto in banca e a una fama sempre crescente potremo gestire le nostre palestre (man mano sempre più attrezzate e ampie) e i successivi incontri sul ring. Insomma, la carriera di un lottatore MMA non passa solo per le nocche delle sue mani. Un simulatore perfetto, quindi, sia dentro che fuori dal ring? Assolutamente sì: EA Sports UFC 3 ha più elementi gestionali di quanto si creda, nessuno dei quali andrà lasciato al caso.

EA Sports UFC 3 si propone come la produzione più recente e articolata di EA Sports, nel comparto tecnico e nella simulazione. Migliaia di animazioni in più, grafica migliorata, controlli raffinati e Ultimate Team approfondito. Una nuova iterazione insomma, che non si discosta più di tanto da quanto siamo abituati a vedere in altre produzioni della casa canadese, al pari di FIFA, Madden, NHL e così via. Non è proprio una serie a cadenza annuale, eppure il sapore di mero aggiornamento si avverte durante i combattimenti di EA Sports UFC 3, che sia la modalità Carriera, Ultimate Team o le tante altre alternative.

Andando con ordine partiamo dal lato tecnico che è innegabilmente migliorato. È probabile che anche se non avete giocato i vecchi UFC, sarete incappati in uno di quei video compilation di animazioni errate, zeppi di arti allungati alla "Mr. Fantastic", convulsioni improvvise e articolazioni piegate in modo innaturale. Il nuovo capitolo è decisamente su un altro livello per cui scordiamoci di tutti i bug: il sistema chiamato Real Player Motion è stato rivisto alla base e ora ogni pugno, calcio e conseguente impatto sull'avversario risulta realistico e ancor più sensibile sul pad.

In questo modo il feedback durante il combattimento, utile a farci reagire di conseguenza, è ancora più utile. Si vede ancora sporadicamente qualche pugno troppo lungo o qualche anca che si apre in modo innaturale, ma niente di eclatante come gli anni scorsi.

La simulazione fisica è quindi finalmente convincente. Si ha una sensazione di vero controllo sul combattente, come se con lo stick sinistro si controllasse il baricentro intero, con una pesantezza più veritiera negli spostamenti per guadagnare la posizione di controllo della gabbia. I colpi leggeri e quelli pesanti inoltre si distinguono perfettamente, sia per energia richiesta che per il danno inflitto.

Il realismo è insomma aumentato, lasciando meno spazio a situazioni innaturali. C'è da dire comunque che alcune animazioni restano ancora leggermente slegate tra loro, e alcuni impatti che all'apparenza sembrano devastanti generano solo un piccolo spostamento nell'avversario, soprattutto i più duri da mandare al tappeto. In generale, però, le ben cinquemila animazioni in più inserite quest'anno fanno la differenza e la fluidità di tutto il combattimento è decisamente su un altro piano.

Graficamente il salto è un pò meno impattante, pur restando sugli alti livelli a cui EA Canada ci ha abituato sin dai tempi di Fight Night. Muscolatura, pelle e proporzioni, gonfiori ed escoriazioni sono tutte rese realisticamente e con una precisione impressionante. Il motore d'illuminazione è stato evidentemente migliorato e gli effetti si vedono, più sugli atleti che sul ring chiaramente. Le superfici illuminate generano ombre convincenti e profonde, cambiano a seconda del sudore e grazie alle texture di altissima qualità mostrano impietosamente quanto non siamo stati bravi a schivare quel jab e quel montante.

I danni sono forse l'aspetto più notevole di UFC 3. Tumefazioni, escoriazioni, tagli e gocce di sangue modificano l'aspetto degli atleti totalmente, soprattutto quando si arriva al terzo round, dopo decine di colpi a segno. Non è un salto evidente come da UFC a UFC 2, ma qui c'è solo da fare i complimenti agli sviluppatori.

Scritto da Gregorio

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