La prova di Devil May Cry V

(Bari)ore 12:23:00 del 27/02/2019 - Categoria: , Videogames

La prova di Devil May Cry V
Ognuno dei due support d’attacco può essere potenziato con una barra dedicata per un massimo di tre volte, aumentando danno, vita e durata della fase “berserk”. Anche V può essere potenziato per un breve lasso di tempo, concedendosi una particolare mossa

C’è un’onda di fedeltà che tratteggia l’esuberanza dei personaggi, il continuo scontro tra ombre e oscurità in questo grande quadro a tinte grigie, la persistenza di una colonna sonora soggiogata ai riff di una chitarra in distorsione. Troviamo quel mix di recupero e restauro dello stile della serie che nei suoi eccessi ha fatto scuola. Nero, V e Dante incarnano tre facce della stessa medaglia e si uniscono nella grande summa di questo capitolo quasi a dare l’idea di essere di fronte al Devil May Cry dei Devil May Cry. Cutscene, ambientazioni, battute, personaggi sono allineati sulla stessa frequenza di stile e si esaltano l’un l’altro, esattamente come l’apice del climax di una sonata.
Devil May Cry V fin da questi primi elementi si vanta di aver incarnato la perfetta forma per il sequel della serie. Non manca di nulla, riuscendo a rimanere ancora più in bilico tra la sua anima epica e quella epicamente trash che lo contraddistinguono. La maturità del medium si mescola con una serie che ha ritrovato in pieno lo spirito con cui è nata e che per il momento ci ha stregato, nonostante solo la recensione saprà darci le risposte definitive che cerchiamo.

Poteva essere da meno il gameplay? Certamente no. Dove il titolo di Capcom trova i maggiori agi è proprio pad alla mano. Ogni personaggio ha un gameplay totalmente diverso, Nero con il Devil Bringer (sostituito dai Devil Breaker), V con i suoi demoni animali, e Dante tra Rebellion, Ebony & Ivory e Force Edge. Li abbiamo provati tutti e tre, e il modo in cui si incastrano nello sviluppo della storia è tale da condurci a una progressione di complessità a partire dal più semplice Nero, per approdare infine a Dante. A unirli è il tipico sistema a combo, che si costruisce sulle mosse a disposizione dei personaggi dopo averle acquistate nello shop. Maggiore è la varietà, più è facile salire di punteggio e raggiungere la tanto agognata valutazione S. Il timing è un fattore chiave in Devil May Cry V, si deve attaccare con il giusto ritmo per concatenare al meglio gli attacchi.

Durante l’utilizzo di V questo aspetto si mostra in maniera ancora più marcata, perché contemporaneamente avremo Griffon e Shadow ad attaccare, e per massimizzare il punteggio sarà opportuno alternare entrambi. V deve poi finire tutti i nemici sul campo, aggiungendosi come terza variabile in gioco.
Ognuno dei due support d’attacco può essere potenziato con una barra dedicata per un massimo di tre volte, aumentando danno, vita e durata della fase “berserk”. Anche V può essere potenziato per un breve lasso di tempo, concedendosi una particolare mossa speciale, particolarmente forte.

Nero, invece ha in dote i Devil Breaker, che sostituiscono il suo Devil Bringer perduto. Essi possono sfoderare dei colpi particolarmente potenti a patto che non siano interrotti. Ciò finirebbe con il distruggere il braccio e attivare così il successivo. Si può anche distruggere volontariamente l’arma per arrecare un ingente danno. Questo strumento apre anche a un minimo di esplorazione lanciando una corda che lo collega alle piattaforme distanti in presenza di opportuni appigli.
Dante infine, investe totalmente nel recupero del passato. Ritornano armi, mosse, Devil Trigger, stili, recuperati dai precedenti capitoli della serie, in un sistema di combattimento frenetico e appagante. C’è la possibilità di passare in tempo reale fra tutti questi, così da ottenere il massimo dinamismo e ambire al massimo degli stylish points.

Infine Dante, la vera bestia della squadra. Nemmeno a dirlo, lui è il personaggio più con i piedi per terra – letteralmente – e che concentra la sua forza in attacchi forse per quanto abbiamo potuto vedere meno scenografici ma estremamente potenti – combinando tutto con i quattro stili: Gunslinger, Swordmaster, Trickster, Royalguard, rispettivamente pensati per potenziare le armi da fuoco, tagliare e affettare con più facilità i demoni, incrementare l’agilità e migliorare la nostra difesa grazie ai contrattacchi. Potremo vestire i panni di Dante molto in là nella storia e questo rende l’attesa del momento fatidico solo più elettrizzante. Come Nero e V, anche lui dispone di una serie di abilità da sbloccare spendendo Red Orb che espanderanno il suo moveset e renderanno ogni combattimento una sperimentazione continua. Laddove i primi due sfruttino il servizio “a domicilio” di Nico – le sue apparizioni alla guida del camion sono esilaranti – dopo averla chiamata sfruttando le varie cabine telefoniche disseminate lungo la città, Dante fa affidamento a una statua per gestire le proprie migliorie.

Sebbene ognuno dei tre personaggi giocabili utilizzi lo stesso schema di comandi, all’atto pratico sono perfettamente differenziati fra loro e non solo chiederanno di sviluppare strategie diverse ma anche di tenersi pronti a qualunque variazione sul tema. L’impatto sul gameplay dipenderà dunque dal singolo giocatore. Dopo questa lunga anteprima ci sentiamo carichi e pronti per affrontare il piatto completo: Devil May Cry 5 si conferma una volta di più il miglior capitolo per meriti che vanno oltre il comprensibile upgrade grafico. C’è tutto quello che potremmo desiderare da un titolo della serie e una cura particolare nel trasformare la ripetitività insita in un hack and slash (in termini di utilizzo delle combo), senza contare una trama pronta a chiarire tutti i punti in sospeso. Dante e compagni sono tornati, in piena forma e con più stile che mai.

Scritto da Alberto

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