La prova di Ape Out

(Firenze)ore 12:35:00 del 05/03/2019 - Categoria: , Videogames

La prova di Ape Out
Ape Outequivale ad una vera regressione nella propria incoscienza impulsiva, la metafora della natura che si ribella all’uomo.

 

RECENSIONE APE OUT - Ape Out è uno strano incrocio tra un manifesto futurista e una jam session fatta di sola batteria. Questo smash ’em up nato dalla collaborazione fra Gabe Cuzzillo, Bennet Foddy – sì, lo stesso dell’assurdo QWOP e Getting Over It – e Matt Boch potrebbe tranquillamente essere la versione arcade di Zang Tumb Tumb di Marinetti, un violento concentrato di azione e dinamismo da trascrivere sfruttando solo le rumorose onomatopee delle morti che si accumulano alle spalle di un gorilla in fuga. Il primate è allo stesso tempo il protagonista che si muove lungo uno spartito mai uguale a sé stesso, dove rapidi colpi di charleston, piatti e rullanti formano una colonna sonora dettata dalle azioni del giocatore e si fondono con i ritmi incalzanti di una batteria che improvvisa su un jazz contemporaneo.

RECENSIONE APE OUT - È difficile mettere nero su bianco il gameplay di Ape Out, non tanto per delle meccaniche particolarmente complesse, ma perché la semplice descrizione non rende in nessun modo merito alle sensazioni che si provano mentre ci si fa largo attraverso gli scenari. C’è qualche rimando all’ottimo Hotline Miami di Dennaton Games, un po’ per la visuale isometrica, un po’ per i ritmi frenetici e un po’ per la violenza primordiale, ma la connessione che qui si viene a creare con chi tiene il pad in mano è ancora più immediata ed intensa. I tempi tribali di Ape Out entrano immediatamente in circolazione, suoni ed immagini si fondono in una sinestesia di pura brutalità e sembra quasi di essere spinti da un’invisibile mano che richiama ad agire impulsivamente.

Qui non ci sono storie a fare da contorno e nessun inutile inframezzo rallenta l’incalzante incedere dello scimmione: una volta aperti i cancelli delle gabbie non resta altro da fare che cercare la via che conduce alla fine del livello e non c’è regola alcuna.

RECENSIONE APE OUT - Volete un HUD? State freschi. Desiderate una mini-mappa che guidi i vostri passi? Cambiate gioco. Ape Outequivale ad una vera regressione nella propria incoscienza impulsiva, la metafora della natura che si ribella all’uomo. I comandi sono racchiusi in una manciata di tasti e l’assenza di qualsivoglia combo ricorda al giocatore che l’unica arma a propria disposizione sono i suoi riflessi. Con lo stick sinistro si muove il peloso protagonista, con il destro si orienta la visuale, mentre gli analogici posti sulla destra e sulla sinistra del pad servono rispettivamente a scagliare via i nemici o ad afferrarli.

Dopotutto si vestono o no i panni di un animale selvatico? E allora bisogna agire d'istinto, cercando in qualche modo di buttare il cuore oltre l'ostacolo e provare a gestire senza troppe esitazioni la forza di cui si dispone. Ape Out propone infatti un sistema di controllo molto basilare, affidato alla levetta analogica sinistra per la gestione dei movimenti del gorilla, mentre con i due grilletti è possibile mettere a segno violenti attacchi corpo a corpo e prese sui nemici. Spingendo le guardie una contro all'altra o sbattendole sulle pareti dello scenario li si vedrà letteralmente spappolarsi in un festival di sangue e arti maciullati, che peraltro possono a loro volta essere raccolti e utilizzati come arma contundente, seppur con esiti non proprio eccezionali. L'unica variante è insita nella capacità dello scimmione di prendere in ostaggio un nemico alla volta. Così facendo è possibile utilizzarlo come scudo, ruotarlo per sparare alcuni colpi verso i suoi stessi alleati e infine spedirlo alla massima velocità a schiantarsi sul malcapitato di turno per poi proseguire di gran carriera verso l'agognata libertà. Il sistema di gioco funziona e risulta divertente da fruire, anche in virtù di un livello di sfida crescente che finisce per aggiungere un bel po' di pepe ad ogni partita. I checkpoint presenti al termine di ogni singolo livello rendono la vita un pizzico più semplice, ma negli stage in cui la difficoltà si fa più elevata, la densità dei nemici aumenta e la dimensione degli spazi aperti cresce, si avrà il proprio bel da fare per cercare di sbrogliare la matassa senza avere dei punti di riferimento fissi da apprendere e sedimentare. Sotto questo punto di vista Ape Out pecca più che altro in varietà, perché effettivamente non avrebbe guastato la presenza di qualche alternativa in più dal punto di vista dell'interazione.

Musiche: una fuga con sonorità jazz

La vera chicca di Ape Out è legata alla componente musicale, che nasconde alle sue spalle uno studio piuttosto interessante. Come abbiamo accennato in apertura, l'opera è ripartita in quattro album, ognuno a sua volta suddiviso in lato A e lato B come i vecchi dischi in vinile. La particolarità è che la colonna sonora segue un andamento dinamico sulla base del ritmo che viene attivamente impartito dal giocatore con i suoi movimenti sul campo. La dinamica procedurale non è dunque limitata alla struttura delle mappe ma si estende anche all'audio. Il caos e la frenesia della fuga vengono scandite da singolari tonalità di stampo jazz che iniziano a scatenarsi ad ogni uccisione. Responsabile della musica e degli effetti sonori di Ape Out è Matt Boch, docente presso la New York University con una laurea in Visual and Environmental Studies ad Harvard. Bach peraltro è anche direttore creativo di Harmonix, lo studio che ha creato Guitar Hero e Rock Band. Nel suo curriculum sono presenti ulteriori progetti tutti a tema musicale, come Dance Central e anche Fantasia: Music Evolved, realizzato in collaborazione con Disney.



La colonna sonora di Ape Out si basa sostanzialmente su una serie di assoli di batteria, una scelta volta a trasmettere quel feeling "animale" che trasuda dall'interazione. I suoni vanno a sovrapporsi uno sull'altro, ad aggrovigliarsi in un tripudio di percussioni e piatti, donando un ritmo cadenzato e simmetrico rispetto a quello scelto dal giocatore nel corso del suo ennesimo tentativo di fuga. Una volta portato a termine ciascun album, è possibile accedere all'Arcade Mode nel tentativo di scalare le classifiche online. Il bonus che si ottiene superando ogni stage viene calcolato sulla base del tempo risparmiato nel segmento precedente e sul numero di uccisioni messe a segno. Diversamente dalla modalità tradizionale, dove è consentito ripartire dall'ultimo checkpoint per provare a spingersi oltre, in queste sessioni diventa indispensabile non compiere errori per il maggior tempo possibile, pena dover riprendere il percorso dal primo dei dieci livelli che compongono ciascun album

 

Scritto da Luca

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