Horizon Zero Dawn The Frozen Wilds, cosa sapere

(Milano)ore 07:33:00 del 08/11/2017 - Categoria: , Videogames

Horizon Zero Dawn The Frozen Wilds, cosa sapere
Meticolosa e sfaccettata, la caratterizzazione dei Banuk mette in risalto tutto il lavoro di approfondimento operato da Guerrilla Games: con poche immagini e righe di dialogo, lo studio ci introduce la "storia" di questa tribù dallo stile di vita in conti

The Frozen Wilds è la dimostrazione di come il mondo di Horizon: Zero Dawn abbia in serbo molte altre storie da raccontarci: un DLC che non si limita ad aggiungere alcune quest secondarie di poco conto, né qualche blando escamotage narrativo utile a farci esplorare ancora una volta quelle lande ostili, bensì introduce un'intera regione inesplorata, oltre ad un nuovo manipolo di missioni e bestie meccaniche corrotte, fornendoci al contempo un sostanzioso, inedito armamentario con il quale fronteggiarle. Corposa espansione di uno dei giochi più acclamati dell'anno, The Frozen Wilds riconferma anche tutta l'abilità di Guerrilla Games nel costruire un immaginario potente e stratificato, che si incastra perfettamente con quello dell'opera di base (necessaria, tra l'altro, per poter usufruire dei contenuti dell'add-on). È stato quindi un piacere indossare i panni di Aloy in questa mini-avventura. Qualora decideste di partire anche voi, tuttavia, fareste bene a prepararvi adeguatamente: "nelle terre gelate" di The Frozen Wilds si muore, e non solo dal freddo.

La missione che la nostra impavida cacciatrice si troverà costretta ad affrontare è terribilmente insidiosa: occorrerà in sostanza aver ottenuto un adeguato livello di esperienza per riuscire a sopravvivere a lungo nella zona dello Squarcio, un'ampia porzione di territorio vergine, inospitale e selvaggio, situato all'estremo Nord della mappa.

Le vicende raccontate da The Frozen Wilds saranno accessibili dopo aver completato circa tre quarti della storyline principale: per evitare di essere sopraffatti dall'ipotermia, sarà meglio partire in avanscoperta con un livello pari almeno a 30. Nel caso foste già pronti, nulla vi vieterà di armarvi di scarponi da neve e pellicciotti imbottiti e partire alla volta di questa macro area del tutto nuova, tanto bella da vedere quanto pericolosa da esplorare. Animata dal suo solito spirito da buona samaritana, Aloy si prodigherà nel salvataggio della tribù dei Banuk: un "Demone" di origine ignota, infatti, sta assumendo progressivamente il controllo delle macchine, rendendole ancora più aggressive del solito. Per fermarlo, la protagonista dovrà entrare in contatto con gli usi ed i costumi di questa popolazione nomade, incline al misticismo, al culto della forza ed alle dure punizioni corporali. Meticolosa e sfaccettata, la caratterizzazione dei Banuk mette in risalto tutto il lavoro di approfondimento operato da Guerrilla Games: con poche immagini e righe di dialogo, lo studio ci introduce la "storia" di questa tribù dallo stile di vita in continuo movimento, costantemente all'erta per il pericolo proveniente ora dal clima rigido, ora dagli assalti di una fauna artificiale inspiegabilmente feroce. I suoi insediamenti, costituiti da capanne mobili e ripari di fortuna, rappresentano la chiara testimonianza di un'esistenza precaria, incerta, sofferente. I fumi di un vulcano in lontananza, l'inverno perenne ed i bacini d'acqua a rischio siccità sono solo alcuni dei problemi che i Banuk si trovano a combattere quotidianamente: Aloy è chiamata quindi a fungere da "salvatrice", giunta in loro soccorso allo scopo di comprendere l'identità del Demone ed il metodo più efficace per annientarlo.

Il mistero dei ghiacci

Chi ha platinato Horizon Zero Dawn o ha superato il livello quaranta, farebbe bene a settare la difficoltà a un livello un po' più elevato del normale per godersi una sfida degna di nota, poiché sia il bilanciamento, sia il nuovo equipaggiamento potrebbero darvi sin troppi vantaggi per gran parte dell'avventura. 

A proposito di new entry, è da segnalare il nuovo set dei Banuk composto da armi, vestiti e potenziamenti specifici da ottenere con le pietre rare del posto, chiamate Blubagliore. Esiste la possibilità di potenziare ulteriormente la lancia e si possono utilizzare altre due armi a breve e medio raggio, che aumentano le possibilità di approccio alle battaglie, dando inoltre carattere distintivo alle usanze della tribù, votata alla caccia e già ottimamente caratterizzata dal team di sviluppo.

Oltre all'introduzione di queste piccole novità, non si registrano cambiamenti alla formula di gioco né a nient'altro, e d'altra parte Horizon non ne sente ancora il bisogno e trova una sua quadratura anche in questa espansione, densa di missioni da portare a termine e gestita con un ritmo pressoché perfetto. Ritornano dunque i terreni di caccia, le commissioni, i collilunghi, i campi dei banditi e tutto ciò che aveva decretato il successo di Zero Dawn, con alcune quest più complesse di altre che tentano di alzare un po' l'asticella.

Sebbene non ci sia nulla di nuovo da segnalare per quanto riguarda il comparto tecnico, è bene sottolineare anche qui quanto sia da incensare il lavoro artistico di Guerrilla, capace di tratteggiare con grande maestria e ispirazione un ambiente di gioco selvaggio, spietato e in cui le condizioni di vita sono portate all'estremo. Arrampicarsi in cima a una montagna innevata e osservare l'aurora boreale, attraversare foreste e correre su laghi ghiacciati, percorrere sentieri tortuosi mentre una tempesta di neve vi limita la vista: sono solo alcuni dei momenti che ogni utente vivrà in The Frozen Wilds, che in quanto a bellezza dei panorami non ha nulla da invidiare a Horizon Zero Dawn.

Scritto da Carmine

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