Elezioni: astensionismo minaccia i 5 stelle, Renzi sicuro perdente

(Roma)ore 10:39:00 del 31/01/2018 - Categoria: , Politica

Elezioni: astensionismo minaccia i 5 stelle, Renzi sicuro perdente
Quanti astenuti in più ci saranno e che partiti “puniranno”? Quanti astenuti invece torneranno alle urne?

Quanti astenuti in più ci saranno e che partiti “puniranno”? Quanti astenuti invece torneranno alle urne? E chi voteranno? C’è chi teme l’esito delle regionali siciliane, con oltre il 50% di astensionismo. I sondaggi oscillano, danno il non-voto attorno al 35% e giurano che a disertare le urne saranno soprattutto i giovani. Per Aldo Giannuli, è probabile (ma non certo) che i “disertori” colpiranno in particolare il Pd ed il M5S, perché ad astenersi «è un elettore deluso da un determinato partito», un cittadino «che non trova sulla scheda un simbolo che possa rappresentare la sua protesta». Difficile che questo sia l’indentikit dell’elettore del centrodestra, oggi «in pieno rilancio». L’area del non-voto «potrebbe alimentarsi di elettori che non gradiscono il candidato uninominale (magari un leghista che si trova un ex alfaniano o uno di Forza Italia, o viceversa) e questo trova nel carattere molto composito della coalizione un possibile varco, ma è presumibile che si tratti di flussi abbastanza circoscritti». Un po’ più consistenti, sostiene Giannuli, sono i rischi del Pd, «su cui pesa la delusione per i cinque anni di governo (e aggiungendo l’anno di Monti che va messo sul conto del Pd)». Magari a incrociare la braccia è un elettore «che ha votato “no” al referendum, che dà per persa la partita, e che però non se la sente di votare per il M5S o per il centrodestra».

Questo elettore ex-Pd ha però «la carta di riserva di Leu», per cui questo flusso in uscita, «ragionevolmente più consistente di quello del centrodestra», potrebbe dividersi tra chi si astiene e chi invece vota “Liberi e Uguali”. Ma il più insidiato Aldo Giannulidall’astensione, secondo Giannuli, è certamente il Movimento 5 Stelle «per due ottime ragioni: in primo luogo perché si tratta di voti di protesta che non riesce a intercettare (e quindi questo compromette una eventuale crescita), in secondo luogo perché potrebbe riguardare elettori che hanno votato quel movimento nel 2013 ma poi ne sono stati delusi».

Perfettamente spiegabile: basta sommare «l’elettore più anti-sistema che trova troppo moderata l’offerta di Di Maio, quello romano deluso dalla gestione della Raggi, quello che non apprezza il candidato uninominale che si trova, quello escluso dalle “parlamentarie” (o quello che sosteneva un escluso)». Ex grillini, «che non si sentono di votare altri partiti». Le elezioni europee del 2014, ricorda Giannuli, riservarono una cattiva sorpresa al M5S: i pronostici lo davano vincente, e invece arretrò di 4 punti. «Quel risultato conteneva un avvertimento: il M5S ha uno zoccolo duro che resiste e non si sposta», e che probabilmente comprende, almeno per ora, la parte maggiore del suo elettorato, «ma ha anche una fascia che oscilla verso l’astensione: e infatti nel 2014 l’astensione crebbe, e in misura maggiore, dove il M5S perdeva di più».

Dunque, continua il politologo, i 5 Stelle devono guardare con molta attenzione a questo lato, che rappresenta la loro principale incertezza, «mentre non sembrano molti i rischi di elettori che passino ad altri partiti (forse qualche piccolo flusso verso “Leu” e un altro, altrettanto piccolo, verso la Lega)». E i flussi di rientro dall’astensione? Prima di tutto potrebbero dirigersi proprio verso i grillini, per la loro contiguità all’elettorato astensionista, e poi verso il centrodestra, «che negli ultimi anni ha visto forti flussi verso l’astensione e che oggi potrebbero rientrare per effetto del nuovo Berlusconi vincente». Viceversa, non sembra probabile che il Pd possa giovarsene molto: «Difficilmente i partiti di governo uscenti intercettano voto ex-astensionista, a meno di un clamoroso consenso alle sue politiche di governo», di cui però non c’è traccia nel caso dell’odierno Pd. Infine, la terza incognita: come giocherà il “voto utile”? «Il Pd, sino ad oggi, si è costantemente giovato del “voto utile” che, detto altrimenti, è il “voto contro”: forse io non sono quello che vorresti, ma se non vuoi far vincere quello che ti piace ancor meno, devi votare per me». Questa volta, però, la dinamica del “voto utile” gioca a sfavore del Pd: «L’elettore che proprio non vuole un altro governo Berlusconi (o come si chiamerà il suo prestanome) è indotto a votare 5 Stelle (come è successo in Sicilia, dove il candidato presidente del M5S ha preso ben l’8% in più della lista di partito) e, viceversa, quello che vede i 5 Stelle al governo come una irrimediabile iattura è indotto a votare per il centrodestra». Conclude Giannuli: «Più la campagna sarà un duello fra centrodestra e 5 Stelle, e più il Pd perderà voti».

Da: QUI

Scritto da Sasha

NEWS CATEGORIA
Contratto di Governo: DOV'E' IL SUD?
Contratto di Governo: DOV'E' IL SUD?
(Roma)
-

Nella versione definitiva del contratto di governo tra Lega e M5S mancano politiche ad hoc per il Meridione
Il M5S ha tradito il Sud?  Scorrendo tra i trenta punti, in ben 57 pagine, alla...

Marco Rizzo: 'LEGA, PD E 5 STELLE SERVI DEL POTERE'! Video
Marco Rizzo: 'LEGA, PD E 5 STELLE SERVI DEL POTERE'! Video
(Roma)
-

Marco Rizzo: «Leghisti, piddini e grillini pari sono: tutti servi del capitale»… Parola di comunista – di Orlando Trinchi
Marco Rizzo: «Leghisti, piddini e grillini pari sono: tutti servi del capitale»…...

Cosa si nasconde dietro al SILENZIO di MATTARELLA?
Cosa si nasconde dietro al SILENZIO di MATTARELLA?
(Roma)
-

Sergio Mattarella osserva con attenzione, silenzio e grande prudenza quello che sta accadendo. Consapevole, si dice sul Colle, che ogni sua parola rischierebbe di aggravare la situazione
Sergio Mattarella osserva con attenzione, silenzio e grande prudenza quello che...

Con M5S e LEGA al governo, 20 cent in meno al litro sul CARBURANTE
Con M5S e LEGA al governo, 20 cent in meno al litro sul CARBURANTE
(Roma)
-

Ettore Livini, nella Repubblica, scrive che una delle prime proposte avanzate da Lega e M5S, riguarda l’eliminazione delle componenti anacronistiche delle accise sul carburante.
Ettore Livini, nella Repubblica, scrive che una delle prime proposte avanzate da...

Giorgio Napolitano non molla i PRIVILEGI: 880 000 Euro di PENSIONE l'anno
Giorgio Napolitano non molla i PRIVILEGI: 880 000 Euro di PENSIONE l'anno
(Roma)
-

Napolitano, pensione dorata: chauffeur, maggiordomo. E ufficio da 100 mq
Napolitano, pensione dorata: chauffeur, maggiordomo. E ufficio da 100...




Network ItalianoSveglia
Italiano Sveglia
Blog Italiano
Blog Notizie
Giornale di Oggi
Informarsi
Italia Blog
Leggendo
Notiziario Italiano
Notizie Blog
Notizie di Oggi
Notiziario Italiano | Contatti | Sitemap articoli

2013 Notiziario Italiano - Tutti i diritti riservati