DiRT Rally 2.0: provato

(Cagliari)ore 15:13:00 del 01/03/2019 - Categoria: , Videogames

DiRT Rally 2.0: provato
Anche qui, forse in maniera addirittura maggiore, si nota il gran lavoro effettuato sul comportamento dei veicoli, sui pesi, sull’impatto delle frenate e sui terreni, dovendo per forza di cose aggiungere le sollecitazioni dovute ad altri veicoli e i danni

 

RECENSIONE DIRT RALLY 2.0 - Una delle lamentele più in vista è stata senza dubbio la mancata presenza di una modalità carriera corposa come in passato, con l’assenza di un rally sulla neve assieme ad altri, che ci saremmo aspettati di vedere senza dover ricorrere ad ulteriori esborsi. Al di là di queste doverose considerazioni da rimarcare, è chiaro come DiRT Rally 2.0 sia riuscito a centrare il proprio obiettivo e a rafforzare un’identità ben precisa che si adatta perfettamente alla serie, che ha adesso i piedi ben piantati sul terreno della simulazione, senza scivoloni verso le strade sdrucciolevoli dell’ibridazione.

RECENSIONE DIRT RALLY 2.0 - Con DiRT Rally 2.0, Codemasters ha anche effettuato un percorso diverso durante lo sviluppo, il quale non prevedeva l’ammortizzatore dell’Accesso Anticipato e i conseguenti feedback degli utenti. Ha al contrario optato per il supporto di piloti reali, badando al contempo a correggere il tiro per quanto riguarda la gestione della fisica, che è in effetti enormemente migliorata. Lo si nota soprattutto coi diversi tipi di terreni, dal fangoso al ghiaioso, fino a passare alla maggiore aderenza dell’asfalto. La risposta dei veicoli è incredibilmente più vicina alla realtà e cambia completamente l’approccio alla guida, dando grande soddisfazione dopo aver realizzato il miglior tempo alla fine di tappe molto lunghe e complicate, che richiedono grandissima concentrazione.

RECENSIONE DIRT RALLY 2.0 - Lo stesso vale per le gare di Rally Cross, tutte sotto licenza. Anche qui, forse in maniera addirittura maggiore, si nota il gran lavoro effettuato sul comportamento dei veicoli, sui pesi, sull’impatto delle frenate e sui terreni, dovendo per forza di cose aggiungere le sollecitazioni dovute ad altri veicoli e i danni. DiRT Rally 2.0 è dunque il titolo in grado di ergersi al di sopra di tutti gli altri e a rappresentare il termine di paragone per il genere di riferimento.

La carriera si articola principalmente attraverso queste due discipline, presentando nel caso del rally classico sei ambientazioni che contano un totale di oltre settanta percorsi da imparare centimetro per centimetro tra Nuova Zelanda, Argentina, Spagna, Polonia, Australia e Stati Uniti. Un'offerta che come vedremo più avanti presenta delle luci ma anche qualche ombra, completata da quelle che sono alcune sfide di community disputabili in modo asincrono con altri giocatori. Al di fuori della modalità carriera, DiRT Rally 2.0 permette di disputare il già citato FIA World Rallycross Championship partendo dalle sue vetture ufficiali, oppure di mettersi alla guida in un rally storico con le auto d'epoca. Completando eventi all'interno di quest'ultima il giocatore acquistare nuove automobili tra le oltre cinquanta che il gioco mette a disposizione, partendo da una Lancia Fulvia per il rally e da una Opel Corsa 1600 per il rallycross. Senza dimenticare di potenziare il proprio team, per fare in modo che ingegneri e copilota diventino più efficienti nel loro lavoro di supporto al nostro pilota in cerca di successo. Rispetto a DiRT Rally, scompare come largamente annunciato la modalità hill climb.

Gameplay: freno a mano tirato, insieme al fiato

Il cuore di DiRT Rally 2.0 sta naturalmente tutto nel suo modello di guida, incentrato su un'esperienza di tipo simulativo che però non rinuncia a qualche ammorbidimento per evitare che possano essere solo i veri piloti di rally a giocare.

La possibilità di attivare qualche aiuto si rende necessaria soprattutto con l'uso di un DualShock 4, dove il ricorso al cambio automatico è praticamente obbligatorio per riuscire a godersi quella che a conti fatti è una buona resa in termini di feeling anche con un controller in mano. Dove DiRT Rally 2.0 riesce a dare il massimo è inevitabilmente con volante e pedaliera, meglio se dotati di frizione, riproducendo attraverso questa accoppiata tutto il peso della nostra vettura in curva, mentre la pioggia batte sul nostro parabrezza ma soprattutto sul fango. La politica simcade adottata da Codemasters serve ad ammorbidire un po' quella che resta una curva d'apprendimento abbastanza ripida, usando gli aiuti per fare scuola mentre si impara a coordinare la voce del copilota con le proprie azioni tra crinali e tornanti. Chi è già abituato al modello di DiRT Rally troverà ad attenderlo un'esperienza simile, maggiormente rifinita soprattutto in termini di grip degli pneumatici nelle varie situazioni: a questo proposito è un peccato dover attendere l'uscita dei contenuti aggiuntivi (a pagamento) per assaggiare DiRT Rally 2.0 anche sulla neve, la vera grande assente nell'offerta iniziale di questo gioco.

Smaltita la delusione, è comunque possibile apprezzare il dettaglio riposto da Codemasters a vari livelli, partendo dalla gestione della fisica che permette al giocatore di sentire sulla propria pelle tutto il peso della gara anche grazie a un sistema di danni che perdona un po', ma non troppo. A rendere ogni tappa elettrizzante è l'impossibilità di effettuare un riavvolgimento breve in caso di errore, accompagnato da una lunghezza dei tracciati che in alcuni casi supera i dieci minuti. Grazie a questo, DiRT Rally 2.0 ci porta ad affrontare con il massimo della concentrazione ogni singola insidia, valutando attentamente come uscire da un salto o come affrontare al meglio l'ingresso in una strettoia. Se da un lato la consapevolezza di avere l'errore sempre pronto ad assalirci dietro l'angolo pesa come un macigno soprattutto nelle fasi iniziali, dall'altro la necessità di ricominciare l'intera tappa per porre rimedio rende l'esperienza rallystica offerta da DiRT Rally 2.0 un impegno da non prendere sotto gamba, arrivando in alcuni casi ai limiti della fatica fisica. Nella nostra strada per imparare a padroneggiare le automobili nel fango, Codemasters ci dà comunque una mano al di là degli aiuti: l'intelligenza artificiale del gioco è infatti di tipo adattivo, rendendo quindi più abbordabile il raggiungimento di una buona posizione per poi intensificare la sfida quando il livello di difficoltà sale e ci dobbiamo preoccupare di mantenere quanto conquistato.

 

Scritto da Carmine

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