Cosa succede se NON dici TI VOGLIO BENE alle persone a te care?

(Torino)ore 17:16:00 del 12/01/2018 - Categoria: , Curiosità, Sociale

Cosa succede se NON dici TI VOGLIO BENE alle persone a te care?
La mancanza di tenerezza è oggi il dramma di tante famiglie e l’origine di molte crisi matrimoniali

L’amore di Dio fa sì che l’amore tra gli sposi sia più profondo. Guardo Giuseppe e Maria. Guardo la loro complicità, la loro intimità sacra, i loro silenzi, le loro parole. Immagino i loro gesti e i loro sguardi.

Commenta Papa Francesco nella sua esortazione apostolica Amoris laetitia: “L’amore di amicizia unifica tutti gli aspetti della vita matrimoniale e aiuta i membri della famiglia ad andare avanti in tutte le sue fasi. Perciò i gesti che esprimono tale amore devono essere costantemente coltivati, senza avarizia, ricchi di parole generose”.

Gesti di amore che uniscono. Un cuore capace di perdonare e di riconciliarsi. Quanto è importante imparare a chiedere perdono e perdonare in famiglia! Quanto è necessario saper ringraziare sempre per tutto ciò che abbiamo e che riceviamo! Questi gesti concreti d’amore fanno parte della routine familiare.

A volte i cellulari, la televisione, le reti sociali spezzano la possibilità di coltivare un dialogo profondo e semplice. Diventano una barriera che impedisce l’incontro profondo tra gli sposi e con i figli. Bisogna mettere da parte tutto ciò che costituisce un ostacolo al dialogo.

Una persona, guardando un giorno il tipico presepe in cui Giuseppe e Maria appaiono separati con il Bambino in mezzo, ha scritto: “Perché nel presepe ci ritraggono lontani? Vieni, abbracciami, sei mio rifugio e mia dimora, Giuseppe. Vieni, avvicinati, prendi la mia mano che sostiene Dio. Vieni, prendi il bambino, lo riempiremo di tenerezza. Nel cammino ti sei preso cura di me, guardandomi incessantemente. Ogni notte mi addormentavo sotto il tuo sguardo di pace. La tua tenerezza mi ha sostenuta quando mi sentivo perduta. Voglio vivere sempre al tuo fianco nella mia vita”.

Pensavo all’amore tra Maria e Giuseppe. Pensavo anche alla loro vita coniugale. A volte i figli possono allontanare gli sposi. Scompare la tenerezza tra loro, ora riversata sui figli.

Il centro è il figlio, è vero. Ma se si trascura l’amore per il coniuge perdono tutti. Perdono i figli che non toccano l’amore tra i genitori. Perdono i genitori quando si separano dolcemente, senza tensioni, ma sono sempre più lontani nel loro cuore.

Quanto è necessario curare la tenerezza tra gli sposi! Se non dico mai “Ti voglio bene” nella vita familiare, se non lo esprimo con i gesti, se non dico mai “Ti voglio bene” ai miei genitori, ai figli… se non dico cosa provo… Col tempo, inesorabilmente, la distanza tra cuore e cuore aumenta. È il dramma odierno di tante famiglie. È l’origine di tante crisi matrimoniali.

Oggi ascolto: “Scelti da Dio, santi e amati, rivestitevi dunque di sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità, sopportandovi a vicenda e perdonandovi gli uni gli altri, se qualcuno avesse di che lamentarsi nei riguardi di un altro. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi. Ma sopra tutte queste cose rivestitevi della carità, che le unisce in modo perfetto”.

La rinuncia per amore. Il dialogo profondo come scambio di cuori. La capacità di costruire ambienti di pace in cui crescere e gettare radici profonde. Quel dono di Dio che mi permette di perdonare le offese e le ferite e di ricominciare.

Quella capacità di stupirmi degli aspetti positivi della persona con cui condivido la vita. Quella capacità di tirar fuori il meglio della persona che amo con affetto, con delicatezza, con rispetto. Quella lotta costante per esprimere in modo semplice i miei affetti più profondi.

Perché una casa diventi una famiglia bisogna investire molto tempo. Servono tempo di qualità e molto amore. Un amore vero. Molta speranza. Molta allegria. E che Dio sia presente in tutto ciò che facciamo.

Commenta il Papa nella Amoris laetitia: “Come i magi, le famiglie sono invitate a contemplare il Bambino e la Madre, a prostrarsi e ad adorarlo. Come Maria, sono esortate a vivere con coraggio e serenità le loro sfide familiari, tristi ed entusiasmanti, e a custodire e meditare nel cuore le meraviglie di Dio. Nel tesoro del cuore di Maria ci sono anche tutti gli avvenimenti di ciascuna delle nostre famiglie, che ella conserva premurosamente”. “La famiglia è chiamata a condividere la preghiera quotidiana, la lettura della Parola di Dio e la comunione eucaristica per far crescere l’amore e convertirsi sempre più in tempio dove abita lo Spirito”.

Bisogna imparare ad adorare Gesù come famiglia. La preghiera in comune è sacra. È importante avere un luogo sacro in casa in cui pregare insieme. Quanto fa bene condividere la vita davanti a Dio! Ringraziare per il passaggio di Dio nella mia vita alla fine della giornata…

Spesso per pudore non prego ad alta voce, non condivido. E si perde quell’arricchimento reciproco. Di fronte a Dio è importante mettere la vita nelle sue mani, perché Egli la benedica e la protegga.

Da: QUI

Scritto da Luca

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