Anteprima ufficiale NBA 2K18

(Perugia)ore 21:45:00 del 23/09/2017 - Categoria: , Videogames

Anteprima ufficiale NBA 2K18
Insomma, la strada verso il tanto agognato 99 è bella lunga, e ognuno può decidere di intraprenderla come vuole, volendo è possibile anche non giocare mai partite di NBA, la storia e la scalata proseguono comunque!

2K Sports e Visual Concepts è ormai un binomio indissolubile e agli occhi degli appassionati di videogiochi di basket rappresentano un'accoppiata vincente. La loro serie NBA 2K è ormai un successo, tanto da ottenere l'unanime riconoscimento da parte dei media del settore e dai fan come miglior simulazione di basket di sempre. Gli ottimi risultati ottenuti anche con il capitolo 2017, però, non sembrano aver fatto montare la testa alla coppia publisher-sviluppatore, che come sempre non sembrano aver lesinato sforzi per proporre un'edizione 2018 del loro popolare simulatore di pallacanestro ancora più completo e rifinito, se possibile, del già ottimo predecessore.

Tutto questo ci porta al fulcro della modalità, ovvero la corsa al migliorare costantemente il nostro avatar: il sistema di crescita è stato infatti modificato, ora ogni attività, che sia in strada, nella palestra o sui parquet dei palazzetti NBA più prestigiosi, conferisce dei punti esperienza che vanno a influire su un parametro o un altro, in base al modo in cui ci siamo comportati con la palla in mano. Per fare un esempio, se in una partita  siamo stati particolarmente bravi a catturare i rimbalzi, al termine della stessa verranno assegnati più punti al cartellino “Specialista dei Rimbalzi”: una volta raggiunto il target necessario viene sbloccata la versione successiva del cartellino, conferendo al giocatore abilità sempre maggiori. I punti di tutti i cartellini sommati confluiscono nel livello generale, visualizzato in percentuale: una volta raggiunto il 100% vedremo migliorare di 1 il totale del cestista, partendo da 60. Insomma, la strada verso il tanto agognato 99 è bella lunga, e ognuno può decidere di intraprenderla come vuole, volendo è possibile anche non giocare mai partite di NBA, la storia e la scalata proseguono comunque!

Ball don’t lie

Non è solo la carriera a essersi rifatta il trucco, anche il gameplay ha subito qualche ritocco, e la prima cosa che salta all’occhio è la nuova barra di tiro, una mezza luna verticale da caricare e rilasciare al momento giusto per scagliare il tiro perfetto: per chi ha giocato tutti i capitoli precedenti purtroppo l’impatto è abbastanza traumatico, e nelle prime ore di gioco abbiamo tirato tante mattonate da costruirci un grattacielo, complice forse anche un minimo ritardo nella comparsa della barra stessa al momento della pressione del tasto. Nulla che non possa essere comunque sistemato con una delle tante patch che verranno rilasciate, come di sovente accade, nel corso dell’anno. Se da un lato il nuovo metodo di tiro può risultare difficile da padroneggiare, a complicare ulteriormente gli attacchi (ma questa volta è una nota positiva) si aggiunge il Q.I. cestistico della CPU, sensibilmente migliorato sul lato difensivo: gli avversari ora molto difficilmente lasciano libero di tirare chi porta la palla, e sono anche più rapidi a leggere tagli e blocchi, quindi se vogliamo giocare come i Golden State Warriors dobbiamo allenarci veramente parecchio questa volta, i tempi dei tiri smarcati con i difensori immobili a guardare da lontano sono finiti. 

Vecchi e nuovi amici

Pensate che la lista delle novità sia finita? Nemmeno per sogno! In 2K non ci si accontenta mai, e quindi, al già imponente quantitativo di squadre presenti e passate giocabili, sono state introdotte le “All Time”, ovvero delle rappresentative dei migliori giocatori di tutti i tempi, in totale 30, una per ogni franchigia. Utilizzare i Lakers e trovare nella stessa squadra Jerry West, Kobe Bryant e Wilt Chamberlain è una cosa che fino allo scorso anno potevamo sognarci di fare solo in La Mia Squadra (spendendo un quantitativo di crediti non indifferente, in realtà), mentre ora sono lì, a nostra disposizione quando vogliamo. Proprio di La Mia Squadra vogliamo parlare ora: per chi non sapesse di cosa parliamo, si tratta di una modalità in cui possiamo costruire il nostro roster dei sogni tramite la compravendita di carte, acquistando pacchetti e così via, un format reso celebre ormai parecchi anni fa da FIFA con Ultimate Team. 2K ha estremizzato il concetto, migliorando La Mia Squadra di capitolo in capitolo, rendendo di fatto la modalità “un gioco nel gioco”, non di rado infatti abbiamo conosciuto persone che si cimentano unicamente con le carte. In 2K18 la grande novità è “Pacchetti & Playoff”, modalità online dove dobbiamo scegliere il nostro quintetto titolare (e allenatore), partendo da uno stile di gioco che preferiamo: il gioco propone cinque carte coperte e noi abbiamo l’ingrato compito di girarne due a caso, da lì dobbiamo decidere quale prendere, tenendo conto dell’affinità che tale giocatore può avere con tale stile di gioco/allenatore. Procedendo nella modalità si possono vincere ricompense e carte presenti unicamente in P&P, un importante stimolo per affrontare la sfida. Per bilanciare in generale il livello dei giocatori in La Mia Squadra, 2K ha ben pensato di introdurre un sistema di cap salariale basato sull’utilizzo delle varie carte: più giocatori usano, per esempio, LeBron James Zaffiro, più cresce il salario richiesto dalla carta per poter essere schierata, e ogni partita ha un determinato cap da rispettare, pena il non poter scendere in campo. Il Mio GM, dove dobbiamo dirigere una franchigia in veste di General Manager, La Mia Lega e tutte le altre modalità online completano l’offerta, incredibilmente vasta e più longeva che mai.

La lega più bella del mondo

Passiamo al lato tecnico, fiore all’occhiello della produzione: non sembrava possibile, eppure il miracolo è accaduto ancora, e anche quest’anno il titolo sembra migliorato graficamente. Quello su cui sono stati fatti enormi passi avanti è la fluidità, arrivata a livelli estremi, così come le animazioni dei giocatori, del tutto identiche alle controparti reali. La cura del dettaglio in ogni minimo particolare, dagli outfit dei giocatori ai tatuaggi, fino alle centinaia di divise presenti, i palazzetti e tutto il resto, è semplicemente sbalorditiva ed è il punto più alto toccato da 2K. La colonna sonora comprende pezzi di vario genere, dalla musica più commerciale di Sean Paul al mai banale hip-hop americano e, come di consueto da qualche anno a questa parte, anche italiano, con due canzoni dei nostrani Emis Killa e Salmo.

Scritto da Alberto

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