Andiamo in BANCAROTTA per una FINZIONE chiamata DEBITO

(Campobasso)ore 23:39:00 del 15/12/2017 - Categoria: , Denunce, Economia

Andiamo in BANCAROTTA per una FINZIONE chiamata DEBITO
A causa di Wall Street e del mercato azionario globale oggi ci sono almeno 700mila miliardi di dollari di titoli fraudolenti in sospeso conosciuti come “derivati”, pronti a collassare. un valore che ammonta a oltre dieci volte il prodotto interno lordo de

IL MONDO INTERO STA ANDANDO IN BANCAROTTA A CAUSA DI UNA IDEA CHIAMATA DEBITO PUBBLICO CHE NEANCHE ESISTE NELLA REALTÀ FISICA, È SOLO PARTE DI UN PIANO…

A causa di Wall Street e del mercato azionario globale oggi ci sono almeno 700mila miliardi di dollari di titoli fraudolenti in sospeso conosciuti come “derivati”, pronti a collassare. un valore che ammonta a oltre dieci volte il prodotto interno lordo dell’ intero pianeta.

Nel frattempo abbiamo visto il salvataggio di banche ed aziende da parte dei governi, che per primi, paradossalmente, si fanno prestare i soldi dalle stesse banche che cercano di salvare….

Ora ci sono tentativi di salvataggio di nazioni intere da parte di conglomerati di altre nazioni attraverso banche internazionali. Ma ad andare in bancarotta è l’intero pianeta, e  come si salva un intero pianeta?

Al momento non esiste una nazione non saturata di debiti. La cascata di insolvenze sul debito che abbiamo visto non può che essere solo l’inizio se facciamo i conti con la matematica. E’ stato stimato che solo negli Stati Uniti la tassa sul reddito dovrebbe essere alzata al 65% a persona solo per pagare gli interessi del prossimo futuro.
Gli economisti prevedono che tra alcune decadi il 60% delle nazioni del pianeta saranno in bancarotta.

Il mondo intero sta andando in bancarotta a causa di questa idea chiamata debito pubblico che neanche esiste nella realtà fisica, è solo parte di un gioco che abbiamo inventato, e tuttavia il benessere di miliardi di persone è ora messo in pericolo.

Licenziamenti di massa, tendopoli, povertà in aumento, misure di austerità imposte, scuole che chiudono, fame infantile e alti livelli di deprivazione familiare, tutto a causa di questa complessa finzione.

La nostra economia globale ha tre cose basilari che la governano. Una è il sistema bancario a riserva frazionaria ovvero le banche che stampano soldi dal nulla. Si basa anche sull’interesse composto. Quando prendi dei soldi in prestito devi ripagarne di più di quanti ne hai presi. Il che significa, che in effetti si creano soldi dal nulla, il che deve essere gestito creando più moneta.

Viviamo in un paradigma di crescita infinita, il modello economico in cui viviamo ora è una ”truffa”. Niente cresce per sempre, non è possibile. Come scrisse il grande psicologo James Hillman, l’unica cosa che cresce nel corpo umano dopo una certa età è il cancro. Non è solo la quantità di denaro che deve continuare a crescere, è la quantità di consumatori a cui prestare soldi con gli interessi per generare più denaro. Ovviamente questo non è possibile sopra un pianeta finito. Le persone sono soltanto un mezzo per creare denaro. Denaro che dovrà generare altro denaro per impedire che il tutto cada a pezzi, che è quello che sta accadendo proprio ora.

Ci sono solo due cose che chiunque deve sapere davvero sull’ attuale sistema monetario.

1)Tutto il denaro viene creato dal debito. Il denaro è debito monetizzato, sia che sia creato da buoni del tesoro, mutui sulla casa o carte di credito. In altre parole se tutti i debiti esistenti dovessero essere ripagati in questo momento, non rimarrebbe denaro in circolazione.

2)Si applica l’interesse su tutti i prestiti fatti. E’ il denaro necessario a ripagare quegli interessi non esiste immediatamente nella moneta circolante. Solo il capitale viene creato dai prestiti, e il capitale costituisce la moneta circolante. Quindi se tutti questi debiti dovessero essere ripagati ora, non solo non ci sarebbe nessun soldo in circolazione, ma ci sarebbe un enorme quantità di denaro dovuto che è letteralmente impossibile da ripagare perchè, non esiste.

Da: Jeda

Scritto da Gregorio

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