6 piccoli pasti al giorno per dimagrire

(Cagliari)ore 23:31:00 del 09/01/2018 - Categoria: , Salute

6 piccoli pasti al giorno per dimagrire
È MEGLIO mangiare poco ma spesso oppure consumare solo qualche pasto ma più sostanzioso?

È MEGLIO mangiare poco ma spesso oppure consumare solo qualche pasto ma più sostanzioso? Da sempre, la distribuzione delle calorie giornaliere e la scelta di come suddividere i pasti interessa chi desidera tenere sotto controllo il peso. Ma non c'è una soluzione unica e valida per tutti, perché molto dipende dalle condizioni di salute e dagli infiniti tipi di metabolismo. Tuttavia, esistono delle regole per migliorare la gestione dell'alimentazione durante l'arco della giornata. E gli esperti sono sempre più convinti che per preservare la linea convenga fare 6-7 pasti al dì.
POCO MA SPESSO. Da anni, fare piccoli pasti frequenti è una linea sostenuta da numerosi nutrizionisti e collegata anche a ragioni pratiche, quali il cambiamento della tradizionale struttura familiare e delle abitudini alimentari, che ci vedono sempre più spesso cucinare velocemente o mangiare fuori casa. E potrebbe essere anche un metodo utile anche per affrontare le Feste senza ingrassare. “Consumare anche fino a sette pasti– spiega Giorgio Calabrese, medico e docente di Nutrizione umana – è un elemento chiave che nasce da due esigenze: da un lato migliorare la digestione e dall'altro mantenere attivo il metabolismo e dunque controllare il peso corporeo”. Concentrare l'alimentazione in due o tre pasti giornalieri, inoltre, non aiuta ad essere più attivi a livello fisico e cognitivo, spiega l'esperto: “Se si consuma un pasto abbondante, e dopo un'ora e mezza dal pranzo o dalla cena si decide di dedicarsi all'attività fisica, si percepisce maggiore stanchezza e la performance è ridotta”.
I MECCANISMI. Mangiare poche volte fa ingrassare, mentre mangiare poco ma spesso fa dimagrire. Com'è possibile? È anche colpa dell'insulina, ormone importante per il metabolismo, soprattutto in chi presenta una resistenza all'insulina e nelle persone obese. “In questi casi – aggiunge Calabrese – anche dopo un breve intervallo di tempo dall'ultimo pasto, l'insulina aumenta in maniera eccessiva e consuma tutto lo zucchero, il glucosio disponibile – la sua naturale benzina – andandolo a prendere anche ad esempio nei muscoli e si può andare incontro a una crisi di ipoglicemia”. Un problema che può essere attenuato, come illustra l'esperto, se si aumenta la frequenza dei pasti. “Nel paziente obeso – aggiunge l'esperto – distribuire la dieta giornaliera su sette o anche otto pasti può essere uno strumento utile per gestire al meglio questo problema”.
QUANTO E COME MANGIARE. Aumentando il numero di pasti, bisogna però ridurre le quantità delle porzioni, chiarisce l'esperto: in pratica l'apporto calorico e nutrizionale giornaliero devono rimanere invariati, quello che cambia è la suddivisione delle calorie durante la giornata. Secondo le stime europee, il fabbisogno energetico giornaliero di una donna adulta che svolge una moderata attività fisica si aggira intorno alle 2.000 chilocalorie (kcal) – mentre quello di un uomo intorno alle 2.600: questo valore energetico deve essere ripartito durante la giornata in modo che la somma rimanga costante. Cominciando da una colazione alle 7.30 di mattina, si passa ad uno spuntino alle 9.30-10, spiega l'esperto, per poi arrivare ad un pranzo leggero verso le 12.30 o altrimenti, se si pranza più tardi, ad un altro spezza-digiuno. Dopo due o tre ore dal pranzo, c'è la merenda pomeridiana, poi una cena leggera verso le 19.30-20 ed eventualmente uno spuntino dopo cena. “Se invece si cena più tardi – aggiunge Calabrese – è possibile consumare due piccole merende pomeridiane, invece che una, in modo da non arrivare la sera con molta fame e fare una cena leggera, anche per un migliore riposo notturno”.
SEI E SETTE PASTI. Così si arriva facilmente a sei o sette pasti. “Gli spuntini devono essere sempre piccoli e salutari – spiega Calabrese – ad esempio si può scegliere un piccolo snack pronto, come frutta, frutta secca, yogurt, prosciutto con un po' di pane, tè e biscotti. Tutto in quantità moderate”.
ACQUA E COLAZIONE. Bere acqua regolarmente fa bene per mantenersi idratati e per favorire una migliore digestione. “Se si consumano sei o sette piccoli pasti al giorno – spiega Calabrese – e si affianca almeno un bicchiere d'acqua per ciascun pasto, si arriva a circa sette bicchieri d'acqua, cui si deve aggiungere l'acqua assunta fuori pasto e le altre bevande. In questo modo si raggiunge il litro e mezzo o due litri d'acqua giornalieri raccomandati”. Altro elemento chiave, fare sempre la colazione, che deve apportare circa il 20% del fabbisogno energetico giornaliero. “Non solo per fornire zucchero al cervello e all'organismo – chiarisce l'esperto – ma anche perché durante la notte si accumula la bile nella cistifellea: consumare un buon primo pasto aiuta a svuotare la cistifellea dalla bile, eliminando i sali biliari e prevenendo l'eventuale formazione di calcoli della cistifellea”.
Ma il dibattito sulla questione è aperto e anche se mangiare poco ma spesso sembra essere la soluzione ideale, soprattutto per le persone obese, non tutti gli studi confermano questo dato: un recente studio su Diabetologia, ad esempio, afferma che per i pazienti con diabete 2 potrebbe essere più vantaggioso consumare solo due grandi pasti giornalieri, la colazione e il pranzo. E una revisione scientifica di 31 studi sul tema, appena pubblicata suPublic Health Nutrition, mostra che, anche se pasti frequenti sono più spesso associati a un peso corporeo minore, tuttavia non vi è ancora un numero sufficiente di evidenze per confermare con certezza questo dato. Dunque, almeno per ora non esiste una soluzione confermata e valida per tutti, anche se quella del poco ma spesso risulta utile in molti casi, ma l'importante è trovare la strategia più adatta alle proprie esigenze e al proprio organismo

Da: QUI

Scritto da Carla

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